Wami Lalique Spyder, il Dolce Vita targato 1953



È il 1953, e una Spyder rossa a due posti corre sulla Moyenne Corniche in una mattina di sole.


Il suo motore sportivo ruggisce ferocemente, mentre le sue ruote scintillanti e le linee eleganti e aggraziate, modellate da un abile carrozziere italiano, brillano al sole del mattino.


Una sciarpa di seta svolazza appena sopra il parabrezza, mentre un paio di guanti di pelle scivolano sul volante.


La vita è dolce.


Non è difficile immaginare perché le Spyder e le auto sportive degli anni Cinquanta siano diventate così iconiche e ancora oggi vengono guardate con occhi sognanti.


Esse però rappresentavano le incarnazioni del fascino, dell'esclusività, della spensieratezza della vita, da qui l'aggettivo che rimanda a quegli anni: la Dolce Vita.



Le straordinarie emozioni di guida degli Anni '50 vengono riprese nel mondo moderno attraverso il progetto della Wami Lalique Spyder, risultato della straordinaria collaborazione di automotive design tra ARES e il produttore di cristalli francese di fama mondiale Lalique.


Dolce Vita in chiave moderna


Come ultima nata dell'esclusivo programma Legends Reborn, lo stile della Wami Lalique Spyder viene accuratamente concepito dal Centro Stile del marchio di Modena, e trae chiaramente ispirazione dalle più belle due posti degli anni '50, strizzando sicuramente l'occhio alla magnifica Maserati A6G/2000 Spider del 1956, conturbante due posti con carrozzeria disegnata dal celebre designer Pietro Frua.


Numerosi infatti i tratti caratteristici con la sportiva del Tridente, come la prominente mascherina sviluppata in larghezza, i fari sporgenti, la presa d’aria nel cofano anteriore e le feritoie dietro alle ruote anteriori.



Con una silhouette muscolosa audace, l'esterno della Spyder è realizzato con una miscela di alluminio modellato a mano e fibra di carbonio, che consentono un peso decisamente contenuto, mentre sono sicuramente suoi spunti stilistici evocativi a catturare l'attenzione, dettagli quali scarichi cromati, paraurti anteriore e posteriore con over-riders, e ruote a raggi, che conferiscono al veicolo un opulento cenno al passato e un design senza tempo e calzati da moderni pneumatici ultra-ribassati.


Un dolce simposio


All'interno, il cristallo francese su misura svolge un ruolo da protagonista, durante il quale si incontra la tappezzeria italiana artigianale, dando vita ad un dolce simposio di abilità artigianali e sontuosi dettagli di lusso.



Una consolle centrale touch screen a scomparsa impreziosita da un fascia in metallo ad effetto spazzolato, e da un orologio analogico di forma rettangolare, ha il compito di creare un ponte tra passato e moderno, mentre l'elegante interno vanta abbellimenti in cristallo fatti a mano, perfettamente integrati da un raffinato cruscotto in quercia inglese che ospita i classici quadranti bianchi sul retro.


I numerosi dettagli arricchiti dalle finiture in vetro della Maison francese mostrano uno stile che richiama l'epoca dell'Art Nouveau, trasformando la vettura in una vera e propria opera d'arte.


La strumentazione dietro il volante presenta una forma arrotondata, così come i diffusori dell’aria, anch’essi rotondi, mentre la griglia del cambio automatico sequenziale presenta gli innesti con configurazione ad H, tratto caratteristico delle sportive del passato.



La Ares Design non ha annunciato qual è l’auto utilizzata come base di partenza per sviluppare la Wami Lalique Spyder, mentre il prezzo, pari 482.000 Euro, rende la vettura ancor più esclusiva.


La produzione prevede la realizzazione di 12 esemplari, ognuno dei quali sarà consegnato 6 mesi dopo l’ordine.




Andrea Rasponi