McLaren P1, la massima espressione dell’ingegneria inglese



La sfida “alla strada” riaperta da McLaren nel 2011 con la Mp4/12C viene rilanciata dalla scuderia di Woking nel marzo 2013 quando, al salone di Ginevra, viene presentata la neonata McLaren P1.


Un’auto che a livello di prestazioni si pone ampiamente al di sopra della 12C, e che non ha paura di sfidare gli altri colossi della strada come Ferrari LaFerrari e Porsche 918, come dimostra la sua sfacciata sigla P1, letteralmente “primo posto”.


Una vettura esclusiva, prodotta fino al 2015 in soli 375 esemplari per il prezzo da capogiro di 866.000 sterline, equivalenti a quasi un milione di euro.


Il fiore all'occhiello del marchio di Woking


L’obiettivo del marchio di Woking non è quello di creare la vettura più veloce al mondo in termini assoluti, ma la più veloce su un circuito. E meno male verrebbe da dire, perché la P1 è in grado di toccare i 350 km/h (limitati elettronicamente), di raggiungere i 100 km/h in meno di tre secondi, i 200 km/h in meno di sette e i 300 km/h in meno di 17 secondi.


Questo perché la supercar inglese è un'auto a propulsione ibrida in cui il movimento è assicurato da un motore termico V8 biturbo, evoluzione di quello presente sulla McLaren MP4-12C, dalla potenza di 737 Cavalli, abbinato a un motore elettrico da 179 Cavalli, per una potenza totale combinata di 916 CV; mentre, per quanto riguarda la coppia motrice massima, il motore a combustione interna dispone di 720 Nm e quello elettrico di 260 Nm.


Tali vette velocistiche sono raggiungibili tramite un sistema ibrido che combina diverse tecnologie, il sistema IPAS (Instant Power Assist System), il KERS e il DRS.



Il peso totale di questo sistema così complesso è di circa 96 kg, e le batterie sono divise in 6 moduli con 56 celle ciascuno, hanno una durata prevista di almeno 10 anni, e possono essere ricaricate tramite la normale rete elettrica o tramite il propulsore V8.


La trazione è rigorosamente posteriore, a cui viene abbinato un cambio a tripla frizione, nel dettaglio oltre al tradizionale cambio a doppia frizione viene aggiunta una terza frizione per gestire le interazioni tra il motore endotermico e le unità elettriche con sette velocità.


Le tecnologie DRS e IPAS, mutuate dall’esperienza in Formula 1, risultano attivabili tramite due pulsanti sul volante. Il DRS permette di intervenire sull’incidenza dell’alettone mobile posteriore, riducendo la resistenza aerodinamica per aumentare lo scorrimento dell'auto e quindi la velocità, e si disattiva non appena si tocca il pedale del freno; l'IPAS invece, permette di usufruire a comando dei 179 CV supplementari del motore elettrico, senza dimenticare che la McLaren P1 può percorrere circa 20 chilometri ad una velocità massima di circa 50 km/h in modalità totalmente elettrica.


Tutta l’enorme potenza in gioco viene scaricata sui quattro pneumatici Pirelli PZero Corsa sviluppati appositamente per la supercar inglese.


L'impianto frenante è composto da quattro freni a disco carboceramici rivestiti in carburo di silicio, il più duro materiale conosciuto dall’uomo, che permette una forza di frenata pari a 2 G, gestiti dal sistema Brake Steer System, il quale, giungendo in una curva ad alta velocità, consente di calibrare la forza frenante sui vari dischi.


Il telaio si presenta come una monoscocca denominata MonoCage, la quale implementa anche le prese d'aria e il tetto. Questa tipologia di telaio, che offre un valore di rigidezza pari a 5000 GigaPascal, pesa in tutto 90 kg, garantendo leggerezza alla totalità del veicolo.



Sportiva d'alta classe


Anche gli interni non possono che seguire la via del minimalismo – senza però rinunciare all'aria condizionata, il navigatore satellitare e all’impianto audio - in un’auto espressamente progettata per pesare poco. L’obiettivo era dare a chi si siede sulla McLaren P1 il comfort più adatto per godersi la guida e le formidabili prestazioni della vettura. Per dare l’idea a che cosa si siano ispirati i suoi progettisti la stessa McLaren ha scritto che il posto guida è ispirato a quello di un caccia da combattimento.


L'utilizzo del carbonio, che consente pesi contenuti e si adatta alla realizzazione dei componenti più diversi, rientra in questa filosofia. Sono in fibra di carbonio il cruscotto, il pavimento, le porte, la parte alta, con la cellula centrale realizzata in un pezzo unico.


Soluzione estrema anche per i sedili, realizzati anch’essi con un guscio in carbonio, appena ricoperto di una mouse plastica, tanto che il peso di ognuno non supera i 10,5 kg.



Non solo stradale


Per McLaren, la P1 significa anche pista, e non è solo per le sue innate doti velocistiche.


Nel 2015 infatti debutta la P1 GTR, venduta a un prezzo di circa 2,5 milioni di euro, ed il cui nome trae ispirazione dalla F1 GTR degli anni ‘90, prima vettura di questo tipo realizzata dalla casa britannica.


La vettura è dotata dello stesso V8 della versione stradale, ma capace in questo caso di sviluppare 1000 Cavalli di potenza massima, con il propulsore endotermico raggiunge ora 800 CV, da sommare ai 200 CV delle unità elettriche, mentre il peso della vettura diminuisce invece di 50 kg rispetto alla versione stradale.


Importanti sono i cambiamenti riguardo all'assetto e all'aerodinamica della vettura: la carreggiata anteriore è di 80 mm più larga, l'altezza dal suolo viene ribassata di 50 mm e l'alettone posteriore rimane fisso a 400 mm dal corpo vettura, mantenendo però la funzione DRS azionabile dal pilota, con la possibilità di inclinazione di una specifica appendice posteriore fino all'angolazione di 32°.


Spinta dagli sforzi della Lanzante Motorsport, la McLaren ha autorizzato la costruzione di cinque esemplari delle nuove auto (più un prototipo) con specifiche identiche a quelle della GTR. In queste sei vetture della P1 LM, per risparmiare peso sono stati rimossi il sistema pneumatico di sollevamento presente invece sulla GTR, viene dotata di un nuovo scarico e bulloni in titanio, sono stati aggiunti dei sedili alleggeriti e vengono utilizzati finestrini in Lexan, mentre per il vano motore dispone degli appositi rivestimenti isolanti per gestire le elevate temperature di esercizio in oro; risparmiando in totale rispettivamente 60 kg dalla P1 GTR e 110 kg dalla P1 stradale.



Negli interni sono presenti speciali finiture in Alcantara e fibra di carbonio; inoltre è presente un nuovo volante derivato da quello della MP4/23, monoposto di Formula 1 della stagione 2008.


La potenza del motore è stata incrementata rispetto alla GTR con apposite modifiche ai sistemi di raffreddamento per incrementare efficienza del propulsore, che riesce a erogare 1.000 CV con benzina a 99 ottani.


L'ala posteriore e lo splitter anteriore sono stati ridisegnati per produrre ulteriore deportanza aerodinamica, che risulta superiore in confronto con la GTR del 40%. Il costo della McLaren P1 LM si aggira sulle 2,95 milioni di sterline (circa 3,83 milioni di euro al cambio).


La P1 ha raccolto la sfida di prestigiosi marchi dell’automobilismo quali Lamborghini, Porsche e Ferrari, sapendo tener testa a quest’ultime. La P1 probabilmente non avrà mai l’eleganza di una Ferrari, ma ha efficacemente rappresentato la massima espressione della geniale ingegneria inglese.



SCHEDA TECNICA


Coupé

Trazione posteriore


Dimensione e pesi


Lunghezza 4588 mm

Larghezza 1946 mm

Altezza 1188 mm

Carreggiata anteriore 1659 mm

Carreggiata posteriore 1603 mm

Passo 2680 mm

Peso a vuoto 1547 kg

Serbatoio da 72 litri


Motore


Ibrido plug-in

Tipo Motore centrale longitudinale V8 3799 cm3 valvole iniezione multipoint 2 turbocompressori e motore elettrico


Meccanica


Potenza massima termico 737 CV (542kW) a 7500 giri/min

Coppia massima termico 720 Nm a 4000 giri/min

Potenza massima elettrico 179 CV (132 kW)

Coppia massima elettrico 260 Nm

Potenza Massima 916 CV (674 kW) a 7500 giri/min

Coppia massima 900 Nm a 4000 giri/min

Cambio automatico a sette rapporti con modalità sequenziale


Carrozzeria


Monoscocca in carbonio (MonoCage)

Freni anteriori Dischi autoventilanti forati in carbo-ceramica (390 mm)

Freni posteriori Dischi autoventilanti forati in carbo-ceramica (380 mm)

Pneumatici anteriori 245/35/19

Pneumatici posteriori 315/30/20


Performance dichiarate


Velocità massima 349 km/h (limitata) – 386 km/h senza limitatore

Accelerazione 0 a 100 km/h 2,8 s



Andrea Schinoppi