McLaren-Mercedes SLR: l’instant classic anglo-tedesca




Nel 2003 il binomio anglo tedesco McLaren-Mercedes, oltre che esibirsi sulle piste del mondiale F1 con Raikkonen e Coulthard, presentava al Salone di Francoforte la McLaren SLR, una coupé ad “ali di gabbiano” omaggio ai fasti antichi delle Mercedes-Benz “Gullwing” 300 SLR e 300 SL.


La nascita di una grande collaborazione


Il nuovo millennio era appena iniziato e a Woking veniva fabbricata la prima monoscocca di carbonio destinata ad un’auto di serie, imbullonata ad un sottotelaio in alluminio pronto per accogliere un V8 di 5.5 litri di origine Mercedes-Benz. Considerato che, all’epoca, la McLaren che oggi ammiriamo per gli spettacolari telai MonoCage non esisteva ancora e che la celeberrima F1 del 1993 era fuori produzione da anni, questa collaborazione anglo-tedesca appariva al grande pubblico a dir poco intrigante.


Il primo indizio che svelava le forme della nuova creatura risaliva però a qualche anno prima. Siamo nel 1999 quando al salone di Detroit Mercedes e McLaren presentarono la Vision SLR, un concept che voleva essere un tributo alla mitica 300SLR Uhlenhaut del “Re senza Corona” Stirling Moss, autore nel 1955 di uno strepitoso record di percorrenza alla Mille Miglia.


La McLaren, che a fine Anni '90 era partner di Mercedes in Formula 1, fu interpellata per tradurre in una limitata produzione di serie ciò che il concept aveva promesso al salone americano: ovvero creare una instant classic unica nel suo genere.



La SLR McLaren-Mercedes, assemblata e prodotta dal 2003 al 2009 nella fabbrica d’oltremanica, non si distacca molto dalla concept Vision SLR. Vengono riconfermate le griglie sui parafanghi anteriori, gli scarichi ad uscita laterale, il lungo cofano anteriore, il frontale appuntito ed a forma di freccia, i doppi fari ellissoidali a disegno incrociato, le portiere ad apertura verticale con incernieratura sui montanti anteriori, la coda corta e raccolta, l'abitacolo quasi a ridosso di essa, i fari posteriori a forma di triangolo molto stilizzato, avvolgente ed arrotondato ed infine, sempre nella zona posteriore, anche l'estrattore d'aria.


L'abitacolo biposto della SLR-McLaren sposa sportività ed eleganza, ma anche elementi classici e moderni: qui vengono accostati i materiali più pregiati, come la fibra di carbonio, l'alluminio e la pelle "Silver Arrow". Tra le varie particolarità, spicca il pulsante di accensione del motore posizionato sulla sommità della leva del cambio.


Il volante da 38 cm di diametro è regolabile sia in altezza sia longitudinalmente. La consolle centrale di forma ovale poteva essere richiesta in alluminio o in carbonio, ed è dominata dalla grande scritta "SLR", mentre i sedili assai profilati offrono un notevole livello di contenimento, oltre ad appagare la vista grazie al loro design molto aggressivo.



La raffinatezza tecnica della vettura si riscontra già a livello della carrozzeria, poiché questa è realizzata in CFK, un materiale a base di fibra di carbonio garantendo così un elevato risparmio di peso. Anche la scocca stessa della vettura fa largo uso della fibra di carbonio, combinata con una lega di alluminio.


Frontalmente, la struttura della SLR McLaren è stata progettata in modo da garantire un adeguato assorbimento degli urti. Poiché per questa zona è stata impiegata unicamente fibra di carbonio, la SLR McLaren può essere a pieno titolo considerata la prima vettura di serie al mondo ad utilizzare una struttura frontale deformabile in fibra di carbonio.


Gli accurati studi di aerodinamica hanno avuto come risultato anche quello di poter realizzare un fondo piatto con estrattore d'aria posteriore che consentisse un adeguato effetto suolo e quindi anche un livello di deportanza sufficiente a garantire una buona tenuta di strada anche durante l'utilizzo più spinto. Il fondo piatto della McLaren è stato forse il principale dei motivi che hanno spinto i progettisti a sistemare le uscite dello scarico in posizione laterale e sotto i parafanghi anteriori, anche se alla fine il risultato scenografico ha superato di gran lunga le motivazioni tecniche.



L'effetto suolo da esso garantito, e quindi le elevate doti di stabilità e tenuta di strada, vengono integrate inoltre da un alettone posteriore che fuoriesce automaticamente una volta superati i 95 km/h, sollevandosi di 10 gradi in modo da schiacciare ulteriormente il retrotreno a terra.


Ciò che differenziava questo alettone dagli altri era il fatto che, in caso di brusca frenata d'emergenza, esso si sollevava fino a 65 gradi fungendo da "aerofreno", opponendo cioè al moto della vettura una notevole resistenza aerodinamica, in modo da accorciare gli spazi di arresto. Questa particolare funzione dell'alettone posteriore viene definita "sistema Airbrake".


La stabilità e la sicurezza passiva sono garantite infine da un baricentro dinamico spostato dietro l'asse anteriore che migliora la distribuzione dei pesi tra avantreno e retrotreno, ma anche dalla presenza dei consueti sistemi di controllo della stabilità, della trazione e della frenata. Anche la SLR McLaren è quindi equipaggiata con ABS, ESP, ASR e assistente elettronico alla frenata di emergenza (BAS).



Le sospensioni sono in lega di alluminio, con quadrilateri deformabili sovrapposti, mentre l'impianto frenante è a dischi autoventilanti carboceramici, una soluzione raffinata ed assai costosa, tipica delle supercar più performanti.


I dischi anteriori hanno pinze freno ad 8 pistoncini e sono caratterizzati da un diametro di ben 370 mm, mentre quelli posteriori, da 360 mm di diametro, hanno pinze azionate da 4 pistoncini. Tale impianto frenante è coadiuvato inoltre dal sistema SBC (Sensotronic Brake Control), che assicura un'efficacia frenante ai massimi livelli. Lo sterzo è a cremagliera, ed è dotato di servosterzo parametrico, cioè che varia la sua incidenza a seconda della velocità della vettura.


La vettura poggia su quattro cerchi da 18 pollici con gommatura differenziata tra avantreno e retrotreno: anteriormente la SLR McLaren calza pneumatici 245/40 ZR18, mentre posteriormente monta invece degli pneumatici 295/35 ZR18.

Oggi AMG fornisce motori anche ad Aston Martin, ma l’engine della SLR fu il primo ad essere sfornato in modo completamente indipendente dal reparto sportivo di Mercedes.



A guardarla di profilo, la SLR sembrerebbe in realtà celare dentro di sé un grosso V12. Ma all’apertura del cofano si vede che il propulsore che spinge la SLR McLaren è il motore M155, un V8 frutto dell'evoluzione del 5.5 litri noto con la sigla M113E55ML. Di quest'ultimo, il motore mantiene la cilindrata di 5439 cm³, la sovralimentazione mediante compressore volumetrico ed altre caratteristiche, come le tre valvole per cilindro, le due candele per cilindro ed il singolo asse a camme in testa per bancata.


Ma questo motore è stato rivisto dalla AMG di Affalterbach, che grazie all'esperienza dei suoi tecnici ha portato il V8 M155 a raggiungere una potenza massima di 460 kW (626 CV) a 6500 giri/min, con un picco di coppia pari a 780 Nm pressoché costanti tra 3250 e 5000 giri/min. Si tratta pertanto del motore Mercedes-Benz per autovetture ad uso stradale più potente mai realizzato fino a quel momento.



Il potente motore M155 della SLR McLaren è accoppiato ad un classico cambio automatico/sequenziale Speedshift a 5 rapporti dotato di convertitore di coppia, con leva sul tunnel centrale, ma anche con comandi sequenziali al volante in caso si preferisca intervenire personalmente nel cambio marcia. Questo cambio, tra l'altro, è stato rivisto per la particolare applicazione cui sarebbe stato destinato.


È pertanto possibile scegliere fra tre diversi programmi di funzionamento: Manuale, Comfort e Sport. La modalità manuale è quella che permette di selezionare i rapporti mediante le leve poste sul volante. Inoltre, è possibile modificare i tempi di risposta del cambio stesso, mediante ulteriori tre programmi, denominati Sport, Supersport e Race.


La SLR McLaren raggiunge una velocità massima di 334 km/h, lo scatto da 0 a 100 km/h viene coperto in 3.8 secondi e raggiunge i 200 ed i 300 km/h rispettivamente in 10.6 e 28.8 secondi.



Versioni Speciali


Dopo essersi presentata al mondo nella versione coupé la SRL ha cambiato pelle nel 2007 introducendo una versione Roadster: una produzione di soli due anni dotata di capote in tela e relativo irrigidimento della scocca.


Quest’ultima non è però l’unica variante: durante gli anni sono infatti state introdotte altre versioni della SRL, ancora più esclusive.



È il caso della SLR 722 Edition.


Introdotta nel 2006, è una versione speciale, celebrativa della vittoria della 300 SLR alla Mille Miglia del 1955. La cifra 722, che dà il nome alla vettura, sta ad indicare l'orario di partenza, le 7.22 del mattino.


La SLR McLaren 722 Edition è riconoscibile dai cerchi specifici da 19 pollici e di color scuro. Le maggiori dimensioni dei cerchi hanno permesso di ospitare dischi anteriori maggiorati da 380 mm, sempre in materiale carboceramico. Sono state riviste anche le sospensioni, dal momento che l'altezza della vettura risulta ridotta di 10 mm rispetto alla "normale" SLR McLaren.


Ma soprattutto è stato rivisto il motore, che qui arriva ad erogare 650 CV di potenza massima a 6500 giri/min, con una coppia massima di 820 Nm a 4000 giri/min. Ne beneficiano le prestazioni: la 722 Edition raggiunge una velocità massima di 337 km/h, con uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in 3"6, mentre per raggiungere i 200 km/h, sempre da fermo, sono sufficienti 10"2 ed il limite dei 300 km/h si infrange dopo 28 secondi. La 722 Edition è stata prodotta in soli 150 esemplari.



Di quest’ultima è stata poi prevista sia una versione con carrozzeria scoperta (SLR McLaren Roadster 722S) che una versione GT, progettata come "auto sportiva pura" dagli specialisti inglesi della Mallock Ltd (RML), costruita in soli 21 esemplari. Non essendo omologata per la guida su strada essa ha partecipato esclusivamente al Trofeo dell'SLR Club.


Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche il V8 da 5.5 litri sovralimentato resta invariato, sono invece state apportate modifiche sull'aerodinamica, sulle sospensioni, sul sistema frenante e quello di scarico.


Gli interni sono stati ridotti al minimo per perdere peso, infatti, la 722 GT pesa 1390 kg rispetto ai 1768 della versione stradale; la potenza sale, arrivando a 680 CV, mentre la coppia è passata da 819 a 828 Nm. La velocità massima è stata volutamente limitata a 315 orari, mentre per accelerare da 0 a 100 km/h sono stavolta sufficienti solo 3"3.



SLR McLaren Stirling Moss


Nel 2008 è stata presentata l'evoluzione della SLR denominata SLR Stirling Moss in onore del celebre pilota automobilistico Stirling Moss. Disponibile solo in versione roadster senza capote in tela o tetto rigido. La carrozzeria è stata sensibilmente rivista in maniera tale da richiamare le 300 SLR da competizione con carrozzeria roadster, nello stile delle vetture da corsa degli anni Cinquanta.


Viene spinta da un motore V8 di 90° capace di erogare 650 CV a 6500 giri/min con una coppia motrice di 820 Nm. La velocità massima dichiarata è di 350 km/h e lo scatto da 0 a 100 km/h viene coperto in 3,5 secondi, grazie anche ad un risparmio di peso ottenuto in fase di progettazione. La vettura viene proposta in una tiratura limitata a 75 esemplari ed esclusivamente a clienti selezionati: per averla, infatti, bisogna già possedere una SLR McLaren base e pagare ulteriori 750.000 euro per questa versione.



La sensazione sedendo di fronte, o ancor meglio al volante, della SLR è quella di assistere ad un battibecco fra McLaren e Mercedes. La prima avrebbe voluto una nuova sportiva, degna della parentela con la F1 firmata da Murray, mentre, la seconda, una nuova regina delle granturismo.


Forse è per questa ragione o anche per il fatto che, a fronte di una produzione prevista di 3500 vetture le vendite furono assai più contenute del previsto (alla fine saranno realizzate solo 2157 SLR), che il sodalizio commerciale su strada fra McLaren e Mercedes-Benz si interruppe. La vettura che in parte ha preso il posto della SLR McLaren, la SLS AMG, è stata realizzata unicamente dalla casa tedesca, mentre la McLaren ha poi avviato un progetto concretizzatosi tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011 con la nascita della McLaren MP4-12C.



SCHEDA TECNICA


Coupé

Trazione posteriore


Dimensione e pesi


Lunghezza 4656 mm

Larghezza 1908 mm

Altezza 1261 mm

Passo 2700 mm

Peso a vuoto 1768 kg

Serbatoio da 98 litri


Motore


Cilindrata 5439 cm3

Tipo M113E55ML, 5.5 litri, V8

Alesaggio e Corsa 97 x 92 mm

Rapporto di compressione: 8.8


Meccanica


Potenza 460 kW/626 CV a 6.500 giri/min

Coppia 780 Nm a 3250-5000 giri/min

Cambio automatico a cinque marce


Carrozzeria


Freni Anteriore Dischi autoventilanti (370 mm)

Freni Posteriori Dischi (360 mm)

Pneumatici Anteriori 245/40 R18

Pneumatici Posteriori 245/40 R18


Performance dichiarate


Velocità Massima 334 km/h

Accelerazione 0 a 100 km/h (0 a 62 mph): 3.8 s



Andrea Schinoppi