McLaren Elva: l’esclusività a cielo aperto



La McLaren Elva, presentata il 13 novembre 2019, è la quinta vettura della famiglia McLaren Ultimate Series, dopo la Speedtail, la Senna, la P1 e la F1. La produzione originariamente prevista in tiratura limitata a 399 esemplari è stata poi ulteriormente ridotta fino a raggiungere quota 149.


Uno sguardo ad un passato glorioso


Elva è un nome che deriva dal passato: le McLaren-Elva erano infatti delle sportive da competizione (M1A, B e C) degli anni ’60, disegnate da Bruce McLaren come versioni per i clienti delle leggendarie due posti del gruppo 7; la produzione di queste vetture a causa della ridotta manodopera della McLaren, fu affidata alla casa automobilistica britannica Elva.


La prima stradale di Woking senza parabrezza, che nasce sulla stessa piattaforma della Speedtail e della Senna, è anche la più leggera di sempre: una delle sportive più veloci della storia del marchio britannico con un prezzo di partenza da capogiro pari a circa 1,7 milioni di euro.


La nuova McLaren Elva fa della leggerezza costruttiva il suo mantra, ha uno dei telai di fibra di carbonio con la maggiore rigidità strutturale tra tutte le stradali di Woking ed è spinta da un V8 4.0 biturbo da 815 CV e 800 Nm.



Proprio l’otto cilindri è una versione evoluta del propulsore già visto sulle Senna e utilizza un albero motore piatto e un sistema di lubrificazione a carter secco. Abbinato a un cambio automatico a sette rapporti con trazione posteriore e launch control, permette alla Elva di scattare da 0 a 100 km/h in meno di tre secondi e di toccare i 200 km/h in soli 6,7 secondi, un tempo inferiore di un decimo rispetto a quello della Senna.


A completare la meccanica della nuova sportiva sono presenti un servosterzo elettroidraulico, un assetto adattivo e un impianto frenante con dischi carboceramici sinterizzati. La particolare lavorazione dei freni ha permesso di ridurne il diametro a 390 mm, riducendo così le masse non sospese. Il sistema è lo stesso già visto sulla Senna, ma per la Elva la Casa ha introdotto delle pinze con pistoncini di titanio che hanno permesso di ridurre di un chilo il peso dell’impianto frenante. A contenere la massa della vettura è presente anche uno scarico di titanio e Inconel per il quale la McLaren ha utilizzato, per la prima volta su un’auto stradale, una nuova tecnica di stampa tridimensionale.


Aerodinamica attiva ed interni impermeabili


L’aerodinamica attiva sostituisce il parabrezza. Gran parte della carrozzeria è di fibra di carbonio, dai pannelli laterali (lunghi più di tre metri), al cofano anteriore spesso solo 1,2 mm fino ad arrivare al deflettore dell’Active Air Management. Questo sistema è pensato per convogliare l’aria al di sopra dell’abitacolo alle alte velocità, incanalandola all’interno di un condotto integrato nel frontale.



L’aria viene inviata verso un deflettore che, a seconda dell’andatura, si alza fino a 150 mm per deviare il flusso al di sopra dell’abitacolo, rendendo superfluo l’utilizzo di un casco (per il quale è comunque previsto un alloggiamento nel tonneau). A velocità ridotte il sistema si ritrae in automatico, ma il guidatore può disattivarlo manualmente tramite un tasto. Quando il deflettore non è in funzione, il condotto centrale viene sigillato per inviare tutta l’aria verso i due radiatori posizionati davanti alle ruote anteriori, uno per l’olio del cambio e l’altro utilizzato come intercooler per ridurre la temperatura dell’aria compressa dalle turbine.


Davanti alle ruote posteriori sono presenti altri due scambiatori di calore destinati al raffreddamento del propulsore, mentre i filtri dell’aria sono visibili dentro al tonneau. Non mancano, infine, un fondo piatto con estrattore e un alettone posteriore attivo con funzione airbrake.



Come da tradizione poi del marchio McLaren anche la nuova Elva sarà totalmente personalizzabile. Il reparto MSO ha sviluppato diverse proposte per assecondare i desideri dei clienti, dalle finiture esterne ai rivestimenti dell’abitacolo. Essendo esposti alle intemperie, i sedili possono essere rifiniti con materiali come l’Ultrafabric o dei particolari pellami con trattamento idrorepellente. Anche l’infotainment da 8” montato al centro della plancia è a prova d’acqua, così come tutti i pulsanti del volante, i selettori e l’impianto audio opzionale, di derivazione nautica.


Anche gli speaker possono essere aggiunti senza costi aggiuntivi, così come il sistema di sollevamento della vettura, i cerchi di lega forgiati a cinque razze e gli pneumatici Pirelli P Zero Corsa.


Un sovrapprezzo richiede, invece, lo scudo termico d’oro 24 carati per il propulsore o i badge di platino o d’oro bianco a 18 carati per la carrozzeria.



Omaggio al passato del reparto MSO


Le cromie per gli esterni sono sostanzialmente illimitate ed includono per gran parte livree storiche che riprendono iconiche vetture da corsa (Can-Am) del marchio inglese: tra le più speciali figurano la versione M6A e M1A. La prima riproduce la stessa colorazione del 1967 modernizzandola con una sfumatura metallizzata (Anniversary Orange) con tanto di numero 4, adottato quell’anno da Bruce McLaren, vantando anche esclusive ruote che montano cerchi in lega Satin Carbon Fibre Diamond Cut con pinze dei freni a contrasto verniciate anch’esse in arancione, mentre all’interno dell’abitacolo si trovano sedili rivestiti in pelle chiara con cuciture a contrasto e finiture scure.


La seconda riprende invece la livrea della McLaren M1A portata al debutto da Bruce McLaren al Canadian Sports Car Gran Prix del 1964, sul circuito del Mosport e presenta una fantastica carrozzeria nera e argento, con una linea rossa che divide i due colori e cerchi di lega scuri.



Windscreen Version


A distanza di quasi due anni, la McLaren ha poi annunciato la McLaren Elva con parabrezza. La struttura dell’auto rimane la medesima, l’unica differenza è appunto la presenza di un parabrezza incastonato in un profilo in fibra di carbonio.



Questa versione della McLaren Elva è stata prevista sia per soddisfare i clienti che preferiscono avere una protezione più importante rispetto al sistema Active Air Management System (devia l’aria al di sopra


della testa degli occupanti creando una sorta di “bolla di calma”), sia per soddisfare i requisiti di omologazione locali in alcuni stati degli Stati Uniti.


Le specifiche tecniche sono le medesime della McLaren Elva senza parabrezza; a spingerla troviamo sempre il motore V8 di 4 litri biturbo da 815 CV. L’aggiunta del parabrezza, coadiuvato da tergicristalli ed alette parasole, ha comportato un surplus di peso di 20 kg (la barchetta pesa 1.300 kg).



«Con questa vettura così speciale volevamo creare una roadster che offrisse un’esperienza di guida il più possibile a contatto con gli elementi esterni. I volumi scolpiti, ispirati alla Formula 1, creano un corpo scultoreo unico tra interni ed esterni in un innovativo esempio stilistico che possiamo definire “blurred boundaries”, confini sfumati», ha dichiarato Robert Melville, Design Director di McLaren.


Le linee e i materiali, in particolare la fibra di carbonio, corrono dall’esterno verso l’interno creando un ambiente unico e connesso. Un’auto, come dicono a Woking “plasmata dal vento” che, con le sue linee minimaliste e le sue storiche livree, onora la propria legacy, quella della McLaren degli albori che, con Bruce, Danny Hulme e Dan Gurney, dominava le competizioni americane.



SCHEDA TECNICA


Coupé, Barchetta

Trazione posteriore


Dimensione e pesi


Lunghezza 4740 mm

Larghezza 1960 mm

Altezza 1220 mm

Passo 2670 mm

Peso a vuoto 1.198 kg

Serbatoio da 72 litri


Motore


Cilindrata 3994 cm3

8 cilindri a V, biturbo 4 litri


Meccanica


Potenza 599 kW/815 CV a 7250 giri/min

Coppia massima 800Nm

Cambio automatico a sette marce


Carrozzeria


Monoscocca in carbonio

Freni Anteriori dischi carboceramici

Freni Posteriori dischi carboceramici

Pneumatici Anteriori P255/35 R20

Pneumatici Posteriori P255/35 R20


Performance dichiarate


Velocità massima 335 km/h

Accelerazione 0 a 100km/h 2,9 s


Andrea Schinoppi