McLaren 570S, da supercar a coupé per tutti i giorni



Nel mirino di Woking per una volta non ci sono le Ferrari, rivali di una vita, bensì l’iconica Porsche 911. Obiettivo dichiarato della McLaren 570S, presentata al Salone dell’Automobile di New York nel 2015, è quello di provare a svestire i panni della Super/Hypercar e trasformarsi in una potente coupé per la guida di tutti i giorni.


Un’operazione non realizzata fino in fondo


La 570S fatica a liberarsi del peso della sua ingombrante legacy rimanendo a metà del guado, tra Superman e Clark Kent, come dimostrano le sue forme che mantengono ancora quell'effetto “wow" che da sempre caratterizza le supercar, e ancor più le hypercar, della casa automobilistica inglese.


Lontana anni luce da quella normalità, per così dire, che è da sempre uno dei segreti della 911. Viene difficile immaginare di avere a che fare nel quotidiano, solo per fare un esempio, con porte che si aprono in verticale.



La McLaren 570S è lunga 456 centimetri, larga 210 centimetri ed alta 120 centimetri, ed è spinta dallo stesso motore montato per la McLaren 650S ma depotenziato, ovvero un otto cilindri a V con bancate di 90° da 3.8 litri di cilindrata biturbo, che riesce ad esprimere una potenza massima di 570 Cavalli (419 kW) a 7500 giri/minuto, e una coppia di 600 Nm tra 5000-6500 giri/minuto, mentre il peso totale della vettura è di 1313 kg con emissioni di CO2 equivalenti a 258 g/km.


La vettura raggiunge la velocità massima di 328 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi e da 0 a 200 km/h in 9,5 secondi con rapporto peso-potenza pari a 434 CV per 1000 kg di peso, cioè 2,3 kg per CV.



Meccanica di alto livello


La meccanica della 570S prevede sospensioni derivate da quelle delle vetture di Formula 1, a doppio quadrilatero e barra antirollio sia davanti che dietro. Non è presente su questa vettura il sistema di sospensioni attive che fa a meno delle barre antirollio delle sorelle maggiori.


Quanto ai freni, l'impianto prevede dischi ventilati di 39,4 cm di diametro e 3,6 cm di spessore alle ruote anteriori e 38,0 cm di diametro e 3,4 cm di spessore alle ruote posteriori.


Lo spazio di frenata dichiarato dalla McLaren per fermare la 570S dalla velocità di 100 km/h è di 33 metri mentre, per scaricare a terra la potenza del suo propulsore, la trasmissione è affidata un cambio a doppia frizione a sette rapporti.



Interni in design minimalista


Scavalcato l’ingombrante brancardo, di dimensioni ridotte rispetto a quello della 650S o della 675LT ma pur sempre ampio, il posto di guida che si apre dinanzi al guidatore è uno dei migliori che potrebbe desiderare


Perfetto è il rapporto tra volante, pedaliera e sedile mentre, tutt'attorno, la strumentazione riconfigurabile è ben raccolta davanti agli occhi. Superfici lisce e assenza di orpelli danno vita a un ambiente dal sapore vagamente minimal, caratteristica alla quale si può dare un significato, in un certo senso, programmatico.



Da sempre, infatti, i signori di Woking evitano accuratamente di piazzare a bordo qualunque cosa che non abbia un radicato scopo funzionale. Un monoteismo dove ogni grammo risparmiato assume il valore della conquista, perché rappresenta un minuscolo contributo nella definizione delle qualità stradali.


La leggerezza il tratto più spiccato della personalità della 570S


I cambi di direzione sono fulminei, privi della minima inerzia. In termini di telaio, ciò che la distingue dalle sorelle maggiori è soprattutto l'utilizzo di barre antirollio convenzionali al posto del Proactive chassis control, ovvero la raffinata gestione attiva del telaio, realizzata con un sapientissimo mix di idraulica ed elettronica.


Una scelta che serve a differenziare le vetture e a contenere i costi, ma che, su strada, non toglie poi molto dal punto di vista del risultato. La 570S riesce nell’ossimoro di essere un'auto velocissima capace anche di andare piano; persino ad essere confortevole, all'occorrenza. Basta mettere mano ai due manettini sulla console, tuttavia, per farle cambiare umore: quando si sceglie la T di Track, la 570S dimentica ogni buonismo e si trasforma in un oggetto per intenditori.



Le due turbine tolgono qualcosa in termini di prontezza, ma sono sfumature che vengono coperte subito dalla veemenza con cui l'otto cilindri spinge. Motore e cambio formano un bel duo, reso ancor più convincente dalla capacità di scaricare a terra i cavalli.


Ciò che però davvero entusiasma, nella 570S, è il dialogo perfetto tra avantreno e retrotreno.


Le ruote davanti s'infilano ovunque, sembra non esistere traiettoria a loro proibita, mentre il retrotreno è uno strumento nelle mani del pilota, che può “giocare” con esso a suo piacimento.


A rendere tutto più coinvolgente ci pensa poi la classica visibilità McLaren, non tale da poter fare retromarcia senza patemi, ma ciò che ci vuole per piazzare le ruote dove serve.



Versione 570S Spider


È però solo con la capote rigida retratta che si possono godere a pieno tutte le sfumature dello scarico della McLaren e del suo V8 biturbo da 3.8 litri.


La 570S Spider si propone come il modello “di mezzo” fra l’entry level 540C e la 570S Coupé.


Il suo tetto, azionato elettricamente tramite un interruttore dal posto del conducente, viene aperto o chiuso in soli 15 secondi, fino ad una velocità massima di 40km/h e tutto il meccanismo pesa solo 46 chili.



La nuova 570S Spider condivide con i modelli GT e Coupé il motore V8 biturbo da 3,8 litri e il telaio leggero in fibra di carbonio MonoCell II. Quest’ultima è una tecnologia McLaren che deriva direttamente dall’esperienza in Formula 1: un telaio rigido e resistente che pesa solo 75 kg e fornisce un’elevata protezione in caso di collisione.


Rispetto alla versione Coupè lo spoiler posteriore è stato maggiorato di 1,2 cm per garantire un’adeguata deportanza, tenendo conto dei vortici generati in assenza del tetto, mentre la sua velocità massima cala, open air, dai 328 a 315 km/h.


Gli aspetti legati alla guida en plein air sono molto curati e, pure ad alta velocità, il giro dell'aria è ben gestito. Un'esperienza resa ancora più immersiva dalla visibilità, aspetto che chiude il cerchio attorno a un posto guida di assoluto riferimento come già sottolineato.



Versione 570S Sprint


Il tracciato della Goodwood Hill è invece la passerella scelta da McLaren per l'anteprima mondiale della McLaren 570S Sprint. Si tratta di una versione da utilizzare esclusivamente in pista ma non segue alcun regolamento tecnico.


I progettisti britannici l'hanno infatti pensata come una vettura per amatori dei track day, che riunisse il meglio della componentistica racing sinora realizzata. Volendo, però, si può montare il pacchetto GT4 per correre nelle serie riservate a questa categoria. Davanti si fa notare lo splitter molto pronunciato, mentre al posteriore è stata adottata una vistosa ala fissa in fibra di carbonio.



Il radiatore deriva dalla versione GT3, mentre fondo e appendici aerodinamiche dalla 570S GT4. Le ruote sono in magnesio e montano gomme Pirelli slick.


Come optional si possono richiedere i martinetti ad aria per il cambio gomme. Nell'abitacolo c'è solo il necessario, ovvero sedile, roll bar e i comandi d'obbligo, ma si può richiedere anche il sedile per il passeggero, sempre con cinture racing a sei punti.


Il motore rimane invece quello di serie della 570S, ovvero il V8 3.8 litri biturbo con cambio a 7 rapporti che eroga una potenza di 570 CV.


Che sia con o senza tettuccio la 570 S è guidata dal mantra delle tre “P”: prontezza, precisione e progressività. Un’auto che strizza l’occhio alla quotidianità ma che, nel frattempo, mantiene tutta l’esoticità e la tradizione british tipica del marchio McLaren.



SCHEDA TECNICA


Coupé, Spider

Trazione posteriore


Dimensione e pesi


Lunghezza 4560 mm

Larghezza 2100 mm

Altezza 1200 mm

Passo 2670 mm

Peso a vuoto 1313 kg

Serbatoio da 72 litri


Motore


Cilindrata 3799 cm3

Tipo V8 di 90° da 3.8 litri di cilindrata biturbo

Alesaggio e corsa 93.00 x 69.90 mm


Meccanica


Potenza 419 kW/570 CV a 7500 giri/min

Coppia 600 Nm a 5000-6500 giri/min

Cambio automatico, sette marce a doppia frizione


Carrozzeria


Monoscocca in carbonio

Freni Anteriori dischi autoventilanti

Freni Posteriori dischi autoventilanti

Pneumatici Anteriori 225/35 R19

Pneumatici Posteriori 285/35 R20


Performance dichiarate


Velocità massima 328 km/h

Accelerazione 0 a 100km/h 3.2 s



Andrea Schinoppi