Maserati Alfieri: Cento di questi anni



Il concept, nato nel 2014, celebra il centenario della Casa costruttrice. Un modello rivolto al futuro ma con uno sguardo alla tradizione. Un colpo di fulmine in grado di stregare il cuore degli appassionati, un sogno a quattro ruote che, purtroppo, potrebbe rimanere tale a causa di una gestazione a dir poco travagliata…


1° Dicembre 1914


È necessario partire da molto lontano, da questa data, per raccontare la Maserati Alfieri arrivata a noi cento anni più tardi.


La concept car presentata al Salone di Ginevra del 2014 è un modello nato per celebrare il primo centenario dell’azienda fondata a Bologna da Alfieri Maserati, da qui il nome della vettura.


Come ogni show car che si rispetti gli obiettivi sono quelli di stupire e tracciare il futuro, le linee guida di un’azienda, l’Alfieri non fa eccezione: la sua linea incanta sin dalla prima vista.


Si ispira alla Maserati A6 GCS Berlinetta, capolavoro del design automobilistico firmato da Pininfarina e realizzato dal Tridente nei primi anni cinquanta.


L’Alfieri eredita dalla gloriosa antenata concetti stilistici pur stravolgendone la sostanza, infatti, la concept car è una gran turismo 2+2, la massima espressione dell’italianità su quattro ruote, mentre la Maserati A6 GCS era, anzi, è una biposto da corsa impreziosita da una carrozzeria dal profilo elegante.


Proprio la linea scultorea e senza tempo ha ispirato i designer del Centro Stile Maserati a Torino, capitanati da Ramaciotti e Tencone.



Design futuristico e innovativo


A colpo d’occhio l’impatto è notevole: auto bassa (1.280 mm), larga (1.930 mm) e relativamente compatta (4590 mm).


Proporzioni e volumi contemporanei combinate a superfici dallo sviluppo classico ma tonico, eleganti e sportive allo stesso momento ed impreziosite da elementi tipici Maserati.


Iniziando dalla parte frontale la scena viene conquistata dalla calandra a sviluppo orizzontale che occupa praticamente la larghezza della vettura, all’interno sono presenti sei listelli verticali sospesi e il grande Tridente, il logo dell’azienda, posizionato esattamente al centro. Proprio dal rebbio centrale nasce e si sviluppa un elemento alato e cromato che funge da perimetro della parte superiore della calandra stessa e che accompagna l’occhio verso i fari anteriori senza interruzione di continuità.



Nel dettaglio, è la ciglia presente nella parte superiore del faro che si allinea perfettamente con il bordo alato della calandra. Per la realizzazione del faro stesso sono state utilizzate le tecnologie a Led e bi-xeno.


Continuando la risalita il parafango anteriore è un perfetto connubio tra eleganza, pulizia della linea e generosità del volume, forza. La fiancata risulta pulita senza tanti fronzoli, decorata da tre elementi di forma vagamente rettangolare con angoli arrotondati, di colore cromato e azzurro, situati tra ruota anteriore e portiera.


Come da tradizione, Maserati gioca con il concetti di Tridente e il numero tre (ed eventuali multipli) quando deve applicare elementi decorativi sulle proprie vetture. Un altro dettaglio di stile presente sulla fiancata, sicuramente il più caratteristico, è l’illusione ottica del montante anteriore che evolve e reinterpreta il montate rovesciato della A6 GCS Berlinetta citata in precedenza.


All’altezza del montante C il logo aziendale fa bella mostra di sè.


Meritano una menzione speciale anche i cerchi in lega da 20” all’anteriore e 21” al posteriore; infatti, possono essere considerati come due cerchi in uno.



Se si prova a sdoppiare la doppia struttura del cerchio si trova l’elemento principale costituto da un cerchio a cinque razze sdoppiate con sviluppo a V, con uno stile senza tempo mentre a fare da sfondo, sono presenti dieci coppie di raggi in blu Maserati, molto sottili. Un omaggio alle Maserati da corsa degli anni ’50.


Il generoso parafango posteriore ci accompagna verso la coda, molto rastremata, raccordandosi in un unico elemento con i fari ad effetto tridimensionale e la presa d’aria che regola il flusso d’aria in uscita dietro la ruota.


Anche gli scarichi, due presenti posti quasi agli estremi della vettura, presentano un elemento decorativo in blu simile a quello presente negli sfoghi laterali.


Entrando in vettura, gli interni sono minimalisti, caratterizzati dalla plancia sospesa, citazione delle Maserati 5000 GT.


Sedili e ambiente sono di chiara natura futuristica ma non mancano i richiami alle corse e alle sportive del Tridente degli anni ’50: pavimento in acciaio ossidato e la forma dei sedili stessi riportano la mente ad tempi lontani. Ovviamente, parlando di Maserati, non manca l’orologio analogico di forma ovale, incastonato al centro della console inferiore, poco più avanti rispetto alla leva del cambio.


Interessante il cruscotto che presenta due elementi circolare fisici, tuttavia, tutto lo sviluppo visivo del display è affidato alla grafica digitale con rappresentazioni in 3D.


Materiali pregiati come la pelle di Poltrona Frau, acciaio, alluminio e rame contribuiscono a rendere esclusivo tutto l’interno.



Meccanica del Cavallino


Ma la Maserati Alfieri è molto di più di una semplice show car, infatti, è dotata di meccanica vera e propria. Sotto la seducente pelle si nasconde una Maserati GranTurismo MC Stradale. La modifica più radicale riguarda il telaio accorciato di ben trentaquattro centimetri. Il propulsore è un V8 da 4,7 litri di origine Ferrari, aspirato, eroga fino a 460 CV, abbinato ad una cambio sei marce sequenziale con disposizione transaxle. Anche l’impianto frenante è il medesimo utilizzato nella versione di serie.


Proprio la meccanica, a posteriori, può essere considerata come la croce e la delizia della Maserati Alfieri: infatti, l’enorme successo ottenuto nelle varie apparizioni, la linea seducente e una meccanica reale e quindi relativamente semplice da produrre ha spinto molti appassionati a fare la voce grossa, desiderosi di poter acquistare un’Alfieri.



Un progetto incompiuto


Qui la faccenda si complica: nonostante ci sia a disposizione il pianale della Ghibli dopo quasi otto anni la versione stradale dell’Alfieri non si è ancora vista. Tra le cause di questo ritardo il rilancio del marchio con modelli più strategici e dai grandi numeri per agevolare le vendite, decisioni tecniche da affrontare, scelte tecniche di tipo strategico (si è pensato tra l’altro ad un’Alfieri tutta elettrica) e continui ri-posizionamenti di marchi all’interno del gruppo FCA, ora Stellantis.


Più passa il tempo e maggiore è l’amaro in bocca per gli appassionati perché ogni attimo che passa sembra allontanare il destino di Alfieri dalle strade di tutti giorni, privando il mondo di un’opera d’arte su quattro ruote.


SCHEDA TECNICA


Carrozzeria: Coupé, 2+2 posti.


Posizione Motore: Anteriore


Trazione: Posteriore


Dimensione e Pesi


Ingombri (Lunghezza x Larghezza x Altezza in mm): 4590 × 1930 × 1280


Passo: 2700 mm


MOTORE


Cilindrata 4691 cm3


Potenza: 338 kW/ 460 CV a 7000 giri/minuto


Cambio: automatico, sequenziale a 6 marce e RM, differenziale autobloccante


TELAIO


Freni anteriori: a disco autoventilati forati carbonio-ceramica (380 mm), 6 pistonicini pinze fisse


Freni posteriori: a disco autoventilati forati carbonio-ceramica (360 mm), 4 pistonicini pinze fisse


Cerchi: 20” anteriore, 21” posteriore, realizzati in lega leggera



Luca Saitta