Maserati A6 1500: passaggio di consegne



La prima vettura stradale del Tridente debutta nell’anno 1947, voluta dalla famiglia Orsi, nuova proprietaria del marchio, vede coinvolti anche i fratelli Maserati nella prima fase di sviluppo, in una sorte di passaggio di testimone ideale tra le due proprietà.


La nascita


Anno 1945, gli Orsi, dopo aver rilevato nel 1937 sia la “Officine Alfieri Maserati” sia “ la “Fabbrica Candele Maserati” presero una decisione storica per il percorso del marchio del Tridente, una scelta che cambierà per sempre il destino del marchio bolo-modenese, ovvero iniziare la produzione di vetture stradale.


Terminata la Seconda Guerra Mondiale, periodo durante il quale l’azienda ha continuato a produrre candele, è tempo di ripartire con il progetto della vettura da Gran Turismo stradale.


Nella fase di sviluppo, come da accordi commerciali presi in precedenza, sono ancora coinvolti i fratelli Maserati coinvolti nel ruolo di consulenti esterni e aiuto sviluppo.



Fino ad allora, il marchio del Tridente si era sempre occupato esclusivamente di vetture da corsa, in particolar modo di monoposto, quindi viene naturale trasferire questo spirito, questa anima corsaiola anche nelle automobili di serie.


Una vettura innovativa


La Maserati A6 1500 Gran Turismo, la dicitura A6 significa Alfieri e 6 cilindri, non si smentisce e dal punto di vista tecnico si pone subito come riferimento: un'auto pensata per i gentleman driver dell’epoca.


Il propulsore è un sei cilindri a camme in testa, da 1.500 centimetri cubici e in grado di erogare fino a 65 CV, caratterizzato da un sistema valvole raffinato, quest’ultime sono facilmente regolabili per merito di alcuni bilancieri che fungono da attuatori valvole.


In origine alimentato da un solo carburatore, nel corso della sua evoluzione temporale, sulla Maserati A6 1500 Gran Turismo vennero montati ben tre carburatori doppio corpo da 36 perché la vettura spesso veniva utilizzata dai fortunati clienti in varie competizioni, tra cui la leggendaria Mille Miglia.



Un motore progettato da Giulio Alfieri e montato sulle coeve Maserati da corsa, qui reso un po’ più docile e guidale con una perdita di potenza stimata attorno al venti per cento.


Vettura dotata di cambio a quattro rapporti più retromarcia, con terza e quarta marcia sincronizzata.


Dal punto di vista telaistico, la Maserati A6 1500 Gran Turismo presenta un sistema innovativo con un telaio in acciaio a sezione tonda, una vera novità per il settore.


Sospensioni indipendenti davanti mentre al posteriore è presente un ponte rigido.



Questa la tecnica, tuttavia per Maserati, un marchio giovanissimo che debuttava in un settore complicato come quello delle Gran Turismo di lusso, fin dal principio è importante trovare anche un’identità stilistica in grado di far spiccare il Tridente nel mercato.


Per i primi prototipi Adolfo Orsi si affida a Pininfarina che tra il 1945 e il 1947 prepara due prototipi che in sostanza anticipano la linea della vettura di serie.


Carrozzeria in alluminio, i due prototipi di tipo barchetta sono un manifesto dell’essenza Pininfarina dell’epoca: impostazione classiche con il cofano anteriore lungo e la cabina dell’abitacolo arretrata, coda affusolata e rastremata. Le superfici sono lisce, regolari e minimaliste dove tutti gli elementi superflui sono rimossi o comunque nascosti come per esempio le maniglie aerodinamiche, frecce a bacchetta, fari a scomparsa all’anteriore e veramente piccoli al posteriore per non deturpare l’essenzialità e la pulizia della carrozzeria.



Tra le innovazioni anche un tetto realizzato in plexiglass mentre fin dai primi prototipi sono presenti tre sfoghi laterali disposti orizzontalmente e posizionati appena dietro alla ruota anteriore.


Un dettaglio diventato immediatamente un classico del Tridente.


La calandra anteriore, invece, presenta una forma regolare di forma rettangolare a bordi arrotondati, chiaramente ispirati alla griglia già vista nelle varie monoposto Maserati.


Le cromature perimetrali sdoppiano la calandra dando maggior verticalità al tutto creando un effetto che, vagamente, ricorda le finestre a doppio arco dei castelli medievali. Una serie di listelli orizzontali, sempre cromati, riempiono il vuoto centrale trasmettendo un senso di prestigio a tutto il frontale.


Nel passaggio al modello di serie vengono eliminati, per ragioni di costo, i fari a scomparsa e il tetto in plexiglass ma l’auto in sostanza rimane immutata.



Interni pregiati curati dai migliori artigiani di Modena


Gli interni, per certi aspetti, superano gli esterni per qualità e cura del dettaglio grazie all’utilizzo dei materiali pregiati nei rivestimenti dei quattro sedili, quelli posteriori sono a tutti gli effetti posti di fortuna, e nel quadro strumenti completo.


Tre elementi su tutti descrivono al meglio concetto di cura del dettaglio e di sartorialità per Maserati: i pedali di freno e frizione decorati con il disegno del Tridente, l’indicatore del livello del carburante caratterizzato da una serie di segnalazioni luminose che evidenziano la percentuale di benzina presente nel serbatoio e, ultimo ma non ultimo, l’orologio analogico posizionato nel cassetto di fronte al passeggero. Un vezzo stilistico mai abbandonato e presente anche sulle Maserati contemporanee.



Come si può intuire, l’azienda per soddisfare le esigenze del cliente si rendeva disponibile a realizzare piccole modifiche per cucire l’auto attorno al proprio pilota proprio come un sarto, un tocco artigianale che rende un pelo più complicato creare un quadro stilistico unico e ben definito.


Ad esempio, il triplice sfogo laterale non è presente in tutti gli esemplari prodotti comunque sia provando a fare un riassunto sono state costruite ben sessantuno A6 1500 Gran Turismo sia in variante coupé, coupé biposto e spider 2+2.


Pininfarina si è occupato di realizzare la maggior parte degli esemplari nelle loro varianti tuttavia anche Zagato si assicurò una piccola commissione della variante Panoramica. Tra gli esemplari del carrozziere milanese pure il telaio numero 052, uno dei due prototipi utilizzati durante la fase di sviluppo convertito in versione Panoramica per volontà di Orsi.



Nonostante il numero discreto di esemplari costruiti, la carriera commerciale della Maserati A6 1500 Gran Turismo è stata un po’ più travagliata, soprattutto nel corso dei primi anni e solo le vittorie in pista hanno permesso al marchio di trascinare anche le vendite su strada; infatti, nel 1947 furono vendute solo tre vetture, cinque l’anno successivo mentre nel biennio 1949 e 1950 si sono ottenuti risultati più soddisfacenti con venticinque e ventotto vetture consegnate.


Una curiosità: la Maserati A6 1500 Gran Turismo è conosciuta anche come “Maserita” perché, l’esemplare contraddistinto dal numero di telaio 053, dopo una serie di passaggi di proprietà, venne acquistata in Argentina da Evita Perón. Una piccola storia che ha contribuito a rendere il modello ancora più leggendario.



SCHEDA TECNICA


Carrozzeria: 2 porte, coupé biposto, coupé o spider 2+2


Posizione Motore: Anterioe


Trazione: Posteriore


Dimensione e Pesi


Ingombri (Lunghezza x Larghezza x Altezza in mm): 4100 × 1560 × 1350


Passo: 2550 mm


Carreggiata: Anteriore 1274 mm


Posteriore 1251 mm


Massa a vuoto : 950 Kg (Coupé) 850 Kg (Spider)


Serbatoio: 55 litri


MOTORE


Cilindrata 1488 cm3


Tipo A6 & cilindri in linea raffreddato ad acqua, posizione anteriore


Distribuzione: Albero a camme in testa


Alimentazione: 3 carburatori doppio corpo Weber 36 DCR


MECCANICA


Frizione: monodisco


Cambio: meccanico a 4 marce e RM, 3ª e 4ª sincronizzate


TELAIO


Corpo Vettura: in acciaio a sezione tubolare


Sterzo: a vite e a rullo


Sospensioni anteriori: ruote indipendenti, molle elicoidali e ammortizzatori idraulici Houdaille


Sospensioni posteriori: ad assale rigido, molle elicoidali e ammortizzatori idraulici Houdaille


Freni anteriori: a tamburo


Freni posteriori: a tamburo


Pneumatici: 5,50 X 16”


Cerchi: 16”


PRESTAZIONI DICHIARATE


Velocità: 141 Km/h


Accelerazione: 0–100 km/h in 17,5 secondi




Luca Saitta