Maserati 3200 GT: tutto l'orgoglio del Tridente



Debutta nel 1998, la nuova Gran Turismo Maserati ha l’arduo compito di far risorgere il marchio del Tridente dopo anni turbolenti. Dotata ancora di un V8 realizzato in casa, le sue linee mozzafiato ne fanno un’ottima sintesi tra tradizione e tecnologia, un prepotente manifesto dell’orgoglio Maserati.


Solamente attorno alla seconda metà degli anni ’90, grazie all’intervento congiunto di Fiat e Ferrari, la Maserati sembra aver ritrovato una certa stabilità dopo un periodo di crisi finanziaria durato quasi due decenni ma che viene ugualmente ricordato dagli appassionati per l’iconica famiglia Biturbo che, in sostanza, permette alla casa emiliana di sopravvivere per tutto questo tempo.


Progetto 338 nel segno della stabilità


Il progetto Tipo 338, quindi, sin da subito ricopre un ruolo cruciale per la “nuova” Maserati e vengono chiamati i migliori per far nascere e sviluppare la vettura: Giugiaro dall’Italdesign per lo stile degli esterni mentre Fumia, ai tempi direttore del Centro Stile Lancia, si occupa della progettazione degli interni mentre i tecnici della Ferrari offrono la loro esperienza per ciò che concerne la meccanica.


Il nome commerciale, tra le ipotesi si pensò anche a Nuova Ghibli, è, a tutti gli effetti, una chiara manifestazione di orgoglio Maserati rievocando la nomenclatura della leggendaria 3500 GT del 1957. Il cambio cifra ovviamente indica un propulsore di cilindrata differente mentre la sigla GT definisce come meglio non si potrebbe la categoria di appartenenza di questa auto, una vera Gran Turismo.


Eccitante, prepotente, sensuale, cattiva la Maserati 3200 GT è un sapiente compromesso di linee dal carattere variegato che la rendono subito l’auto un Instant classic per l’epoca. La firma è quella di Giorgetto Giugiaro, una garanzia e per certi aspetti un uomo Maserati di vecchia data, visto che in passato dalla mente creativa del designer piemontese nacquero capolavori come la Boomerang, la Bora, la Ghibli e la Merak.



La calandra frontale a sviluppo orizzontale non mente, siamo di fronte ad una Maserati, solo che la griglia torna ad avere tratti più gentili rispetto alla generazione di vetture che va a sostituire. Ovviamente al centro il Tridente di Nettuno fa bella mostra di sé mentre il bordo cromato superiore presenta il classico dente centrale con accenno di ali laterali, tematica da sempre cara alla casa modenese.


Scavando nell’archivio Maserati la forma della griglia stessa ricorda quella della già citata Ghibli del 1967, altra opera di Giorgetto Giugiaro.


Fari anteriori a goccia carenati, dall’andamento morbido evocano suggestioni retrò senza cadere nel banale copia e incolla, ci guidano verso il cofano anteriore caratterizzato una larga bugna realizzata per accogliere al meglio V8.


Il lungo cofano anteriore, abitacolo arretrato e coda rastremata sono gli ingredienti salienti tipici delle Gran Turismo e la 3200 GT non fa eccezione, inoltre il buon equilibrio generale delle proporzioni rende visivamente l’auto più piccola rispetto alle reali dimensioni.


La fiancata ha uno sviluppo regolare, pulito, senza tanti fronzoli: persino il montate B, quello che solitamente si trova al centro della fiancata e definisce il bordo della portiera, viene nascosto in maniera tale da far apparire la superficie vetrata come un unico elemento continuo, risultando così più elegante. Unico vezzo decorativo presente all’altezza del montante C dove, tra l’altro, è stato inserito sul lato destro lo sportello del carburante, in sintesi un “capriccio” non fine a se stesso.



Generosi parafanghi posteriori ci accompagnano verso la coda, sicuramente la parte più identificativa della vettura. Rastremata, tagliata di netto è caratterizzata dagli iconici fari a boomerang, veri e propri oggetti di design industriale non solo dal punto di vista stilistico, infatti, sono costruiti utilizzando la tecnologia a LED, una delle primissime applicazioni in campo automotive. Nel 1998.


Interni lussuosi tipici del marchio del Tridente


Entrando nell’abitacolo, agevolato dalla movimentazione automatica dei sedili anteriori, l’ambiente è quello che si ci si aspetta da una vera Maserati. Stile, ricerca del dettaglio e cura nella scelta dei materiali di qualità la fanno da padrone.


Eleganza è la parola che meglio descrive gli interni riconoscibili immediatamente come Maserati per una serie di accortezze stilistiche disegnate da Enrico Fumia.


Il designer torinese ha trasferito un tratto stilistico esterno per strutturare l’interno, nello specifico ci si riferisce alla parte superiore della calandra ben caratterizzata dal dente alato. La plancia, quindi, non è piatta ma ha un andamento curvo che converge verso il centro dell’abitacolo, andamento enfatizzato dal dente che guida l’occhio verso il centro della consolle dove si trova l’orologio analogico firmato Maserati, un altro classico per la casa del Tridente.



Un cadenino percorre tutto il contorno del disegno della plancia stessa, in maniera tale da creare una sorte di separazione ottica tra i vari rivestimenti in pelle, materiale utilizzato in quantità industriale per impreziosire l’abitacolo. Per la consolle centrale, invece, viene scelta la radica per mantenere un gusto elegante e raffinato.


Ambiente di alta qualità , sartoriale che pecca in un paio di dettagli non proprio all’altezza come il volante e soprattutto le bocchette direzionali dell’aria condizionata dove traspare in maniera evidente l’”origine popolare” del componente; non un ottimo esempio di carry-over.


Posizione di guida sportiva ma non estrema, adatta al ruolo da Gran Turismo mentre i sedili posteriori sono da considerarsi posti di fortuna nonostante una buona imbottitura.


Una berlina elegante e sportiva al tempo stesso


La Maserati 3200 GT, per fortuna, non è solo una bellezza da ammirare ma una vera Gran Turismo dotata di tecnica raffinata.


Il pezzo forte è il propulsore: un V8 a 90°, 32 valvole, doppio albero a camme in testa e dotato di due turbine, una per bancata. Un motore in grado di sviluppare ben 370 CV a 6.250 giri/min. Diretto discendente dei motori a V della precedente generazione di Maserati, in grado di scaldare il cuore con il suo rombo sin dall’avvio.


Croce e delizia della vettura, infatti, in passato il propulsore era noto per la sua non affidabilità ma con la 3200 GT la situazione è migliorata notevolmente tuttavia rimane un motore da curare con costanza.



Montato anteriormente e disposto in maniera longitudinale è abbinato ad una cambio manuale a sei marce oppure ad un automatico a quattro rapporti, tuttavia quest’ultimo sarà disponibile solo a partire dal 2000. La trasmissione è collocata subito dopo il gruppo propulsore.


L’esuberanza e la potenza di questo motore viene rallentata, quando necessario, da un impianto frenante Brembo con isolatori di ceramica sui pistoncini.


Passando al corpo vettura, due telaietti ausiliari, collocati all’anteriore e al posteriore, aiutano il lavoro della scocca portante mentre sia all’avantreno che al retrotreno si trovano sospensioni indipendenti a quadrilateri deformabili derivati dal mondo delle corse.


Una tecnica di primo ordine, un’ estetica mozzafiato sulla carta rendono la Maserati 3200 GT più una supercar che di una Gran Turismo, tuttavia, una volta seduti dietro al volante la realtà dei fatti è differente.


La 3200 GT pilotata in pista, infatti, richiede mani esperte per essere spremuta fino in fondo e la sensazione generale è che le manchi qualcosina, soprattutto a livello di telaio, per raggiungere l’eccellenza del mondo automobilistico. In compenso, l’equilibrio generale la rende perfetta anche per i lunghi viaggi dove si apprezzano sia le doti velocistiche sia quelle di comfort, cosa impossibile su una supercar.


Un dato su tutti, in modalità Sport un dispositivo automatico regola la taratura delle sospensioni che si adattano allo stile di guida con ben quattordici livelli di smorzamento.


Se non si è estremamente esigenti in termini di prestazioni l’auto e se non si è in lotta continua con il cronometro sa far divertire, specie con i controlli elettronici disinseriti, permettendo al guidatore di giocare con sterzo e acceleratore per controllare sovrasterzi di potenza. Un sano passatempo che fa vecchia scuola con il retrotreno che tende ad alleggerirsi dando frutto a scodate controllate.


In sintesi, la si può definire come un’ottima compagna per lunghi viaggi a velocità medie sostenute, una Gran Turismo adatta a tutte le esigenze di guida.



Versione Assetto Corsa


Nel 2001, proprio per soddisfare i palati più raffinati, venne presentata la 3200 GT Assetto Corsa in edizione limitata. Propulsore invariato le migliore hanno riguardato un assetto ribassato di 10 mm all'avantreno e 8 mm al retrotreno, pneumatici Pirelli P-Zero Corsa a mescola morbida, pastiglie racing, bocchette di ventilazione speciali, un nuovo servosterzo a risposta più rapida, pedali sportivi in alluminio, interni in pelle Connolly, cerchi in lega a 15 razze verniciati in color grigio scuro, la scritta “Assetto Corsa” incisa sui brancardi sottoporta, le pinze dei freni rosse e la targhetta identificativa con numero progressivo.


Di questa edizione speciale cinquantasei esemplari sono stati realizzati per l’Italia mentre centonovantaquattro per il resto del mondo.


In quattro anni di produzione la 3200 GT è stata realizzata in 4.795 esemplari, di cui 2.689 a cambio manuale e 2.106 automatiche, tuttavia, aldilà delle vetture costruite la 3200 GT ricopre un ruolo fondamentale nel mondo Maserati, oltre che per le sue ottime doti stradali, anche per il suo forte valore storico: segna la rinascita del marchio del Tridente e l’inizio dell’Epoca Ferrari che ha permesso alla casa modenese di riaffacciarsi nel mondo elitario delle automobili di eccellenza. Un po’ come se Nettuno fosse riemerso dagli abissi per scalare l’Olimpo dell’automobilismo.



SCHEDA TECNICA


Carrozzeria


Tipologia: Coupé 2 porte, 4 posti

Posizione Motore: Anteriore longitudinale

Trazione: Posteriore

Dimensione e Pesi

Ingombri (Lunghezza x Larghezza x Altezza in mm): 4511 × 1821 × 1305

Passo: 2659 mm

Carreggiata: Anteriore 1525 mm

Posteriore 1538 mm

Massa a vuoto : 1587 Kg (manuale)

Serbatoio: 90 litri


Motore


Cilindrata 3.217 cm3

Tipo v8 90°, posizione anteriore-longitudinale

Alesaggio e corsa 80 x 80 mm

rapporto di compressione 8:1

Distribuzione: bialbero, quattro valvole per cilindro

Alimentazione: a iniezione e accensione a controllo integrato, sovralimentazione con due turbo compressori


Meccanica


Potenza: 271 kW/ 370 CV a 6250 giri/minuto

Coppia: 491 Nm a 4500 giri/min

Potenza specifica: 115 CV/L (85 kW/L), 152 Nm/L

Lubrificazione: forzata

Frizione: monodisco a secco a comando idraulico

Cambio: meccanico a 6 rapporti e RM (automatico a 4 rapporti dal 2000), differenziale autobloccante


Telaio


Corpo Vettura: scocca portante con telaietti ausiliari

Sterzo: scatola guida e cremagliera, con servocomando idraulico ad azione differenziata

Sospensioni anteriori: ruote indipendenti, quadrilateri deformabili, barra stabilizzatrice, molla elicoidale, ammortizzatori idraulici a controllo elettronico

Sospensioni posteriori: ruote indipendenti, quadrilateri deformabili, barra stabilizzatrice, molla elicoidale, ammortizzatori idraulici a controllo elettronico

Freni anteriori: a disco ventilati (330 mm), 4 pistoncini ,pinze fisse

Freni posteriori: a disco ventilati (310 mm), 4 pistoncini, pinze fisse

Pneumatici: anteriori 235/40 ZR 18, posteriori 265/35 ZR 18

Cerchi: 18”, realizzati in lega leggera, ant. 8Jx18 H2, post. 9,5Jx18 H2


Prestazioni dichiarate


Velocità: 280 Km/h, 270 Km/h Automatica

Accelerazione: 0–100 km/h in 5,1 secondi; 0-200 km/h in 19,6 secondi.

0-400 m: 13,3 secondi; 0-1000 m: 24,2 secondi.

Frenata: 60-0 in 13,6 metri; 100-0 in 38,8 m; 200-0 in 151,4 m



Luca Saitta