Maratea, continua la preparazione di Fabio Barone, in vista di un nuovo record da battere



Il tre volte world guinness recordman Fabio Barone, a bordo della sua Ferrari F8 Tributo, domenica 30 Maggio 2021 ha scalato la strada panoramica di Maratea che porta al noto Cristo Redentore. In un percorso unico, conosciuto in tutto il mondo per i suoi tornanti e la sua estrema difficoltà, il "Barone Rosso" indossa ancora una volta il casco e la tuta facendo sua una delle strade più belle e pericolose d’Italia.


Da oltre vent'anni Fabio Barone è il presidente di "Passione Rossa", il più importante Club di clienti Ferrari del mondo. Con oltre 700 eventi al suo attivo, Fabio è conosciuto con il soprannome di "Barone Rosso", e a bordo della nuovissima Ferrari F8 Tributo, allestita per l’occasione dal preparatore italiano Antonio Capristo, ha percorso gli oltre tre chilometri di tornanti e curve, posti ad oltre 700 metri di altezza, bloccando il cronometro a 1'29"612.


Nel corso degli anni la sua passione per le vetture di Maranello lo ha portato a conquistare tre Speed World Record sulle strade più pericolose del pianeta, e attualmente si sta preparando ad affrontare una sfida senza precedenti: il prossimo 16 Luglio, sempre alla guida della sua F8 Tributo, partirà da Via dei Fori Imperiali nel cuore di Roma, e cercherà di giungere a Capo Nord in meno di quarantanove ore senza mai oltrepassare i limiti di velocità, nel tentativo di battere Google Maps.


L’intero evento sarà trasmesso in diretta dalle telecamere on board della sua Ferrari, realizzando così il primo vero reality show su ruote della storia.


Il Cristo Redentore


Costruita nel 1965 per volontà del conte Stefano Rivetti di Val Cervo come simbolo di riscatto di quelle terre, ancora oggi accoglie il pellegrino con le braccia aperte in segno di misericordia e con i piedi sulla nuda terra. Immediatamente il pensiero corre a un’altra scultura colossale: il Cristo sulla cima del Corcovado a Rio de Janeiro. E il collegamento non è sbagliato. Il conte Stefano Rivetti di Val Cervo infatti, si ispirò proprio alla celebre statua ammirata in terra brasiliana, e sul finire degli anni Cinquanta volle realizzare qualcosa di simile proprio in Basilicata, regione su cui aveva scommesso e investito in prima persona con la fondazione di una nuova fabbrica laniera per il suo marchio di tessuti.


Andrea Rasponi