Lamborghini Countach LPI 800-4: il mito si rinnova con un nuovo modello ibrido



Che la storia Lamborghini sia indissolubilmente legata al modello Countach non è certamente una novità: insieme alla Miura, i due modelli hanno spedito il Toro di Sant'Agata Bolognese dritto verso l'Olimpo delle 4 ruote, dando il via a una tradizione immortale ancora oggi venerata dagli amanti dei bolidi Lamborghini (e non solo).


A 50 anni dal primo leggendario modello presentato al Salone di Ginevra, il Toro lancia sul mercato un restyling pronto a esordire all'inizio del 2022, con 112 esemplari già venduti ai fedeli clienti Lamborghini.


La bellezza di tale modello sta nella possibilità di poter confrontare la versione originale con quella moderna, l'inizio e la fine di un percorso durato mezzo secolo e che mette in mostra tutti i progressi, tutti i passi in avanti effettuati dagli uomini del Toro.


Il passato che si ripropone nel presente, adattandosi e modellandosi in base alle esigenze dettate da quest'ultimo.


Propulsore ibrido da 800 Cavalli


La prima grande novità introdotta con il modello 2021 della Countach riguarda il cuore pulsante dell'auto, il motore: come da tradizione, il nome ufficiale è affiancato a una sigla che indica la posizione del motore, vale a dire Longitudinale Posteriore, e dal numero che indica la potenza espressa in cavalli.


Nel caso della Countach del 1971, per esempio, la denominazione ufficiale è "Lamborghini Countach LP 400".


Nella versione 2021, la sigla è "LPI 800"; già con la denominazione si possono cogliere le novità del nuovo modello.



Il classico V12 aspirato Lamborghini da 6,5 litri, noto per il suo ruggito oltre che per le prestazioni, ha subìto il processo di elettrificazione già avviato con la Sian (la "I" della sigla sta a significare, appunto, ibrido"): il motore termico eroga autonomamente 780 CV, i quali diventano 814 con l'ausilio del propulsore elettrico da 48 Volt montato direttamente sul cambio, con una coppia massima combinata pari a 755 Nm.


La tecnologia mild-hybrid sperimentata già sulla Sian garantisce, oltre all'aumento delle performance, una risposta immediata all'impulso, rendendo la nuova Countach un bolide capace di superare i 350 km/h e di raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo in appena 2,8 secondi.


Linee innovative ed evocative al tempo stesso


La nuova Countach LPI 800-4 presenta un design chiaramente ispirato ai modelli lanciati da Lamborghini tra il 1971 e il 1990.


La parte frontale, per esempio, richiama quella della Countach Quattrovalvole, presentando linee aggressive del cofano anteriore con griglia e fari rettangolari, decisamente bassi e lunghi nella loro dimensione, e nei passaruota con tema esagonale.


Il profilo dell'abitacolo segue invece la versione della Countach 1971, identificabile per il suo andamento obliquo.


Sulla Countach LPI 800-4 non mancano gli airscoop integrati sulle vettura, così come le appariscenti e inconfondibili prese d’aria NACA poste sulle fiancate.



La supercar vanta anche le porte con l'apertura verso l'alto, elemento iconico ormai dei V12 Lamborghini e che fu introdotto ufficialmente proprio con la Countach di 50 anni fa.


Manca invece l'iconico alettone posteriore che tanto piaceva ai clienti di qualche decennio fa, un ulteriore elemento che contribuiva a far apparire la Countach così seducente, aggressiva e veloce (il tecnici del Toro constatarono che l'ala non comportava benefici aerodinamici, ma continuarono ad equipaggiarla sui modelli fabbricati perché erano i clienti a richiederla).


La parte posteriore della Countach LPI 800-4 nasce invece dalla base della Sian: lo si evince dai 3 gruppi ottici con il disegno esagonale.


Non mancano tuttavia, anche in questo caso, i richiami alla Countach, come la classica forma a cuneo rovesciato, i paraurti ribassati e spigolosi, i quattro terminali di scarico , i quali fungono da collegamento con il diffusore interno in fibra di carbonio.


L'accoglienza della critica


Il nome Countach rievoca negli appassionati un qualcosa che è difficile, se non impossibile, descrivere a parole.


Il modello di 50 anni fa è stato veramente rivoluzionario, perché Lamborghini lo progettò non solo per stupire, ma per rivoluzionare il mercato automobilistico.


La prova che la Casa fondata dal mitico Ferruccio Lamborghini sia riuscita a raggiungere lo scopo lo certifica il blasone conferito ancora oggi alla Countach, divenuta a tutti gli effetti una reliquia, un monumento dell'industria a 4 ruote.


Riproporre un modello a distanza di decenni dall'ultimo prototipo sfornato è una sfida mastodontica a tutti gli effetti, anche per la stessa Lamborghini che realizzò il gioiello denominato Countach.



Stephan Winkelmann, CEO e presidente del Toro, ha presentato la versione 2021 rimarcando l'importanza e l'esclusività della Countach, specificando allo stesso tempo che per Lamborghini rinnovare un'icona come questa rappresenta una sfida nel pieno rispetto del DNA del marchio, e la LPI 800-4 nasce proprio con questo intento: superare quei limiti che sembrano essere cristallizzati e indiscutibilmente fissati.


In circostanze del genere migliorarsi è decisamente difficile, e lo è perché la Countach ha segnato un'epoca ed ha stravolto la produzione automobilistica sotto ogni punto di vista, introducendo un nuovo tipo di telaio con una forma così aguzza e cattiva, capace di conferire un senso di innovazione, il tutto spinto da un motore da 500 CV, garantendo un'esperienza di guida non adatta ai deboli di cuore.


La LPI 800-4, proprio per i seguenti motivi, non ha convinto pienamente: la critica l'ha collocata in una sorta di limbo, in una situazione mediana tra richiamo al passato e uno sguardo al prossimo futuro della produzione Lamborghini.


L'estetica non colpisce come fece 50 anni fa, soprattutto perché mancano quegli elementi all'avanguardia che furono presentati a Ginevra nel 1971 e che resero la Countach nota a livello mondiale.



Un ponte tra moderno e passato


Se ci si pone in un'ottica passatista, è ovvio che la nuova Countach non si pone sulla stessa linea di continuità dei vecchi modelli, e ciò spinge parecchi appassionati ed esperti a ritenere inadeguato il nome "Countach".


Bisogna tuttavia considerare che Lamborghini ha sviluppato un modello in cui non è stata espressa la massima creatività dei tecnici, vincolata dal voler adattare le moderne linee a quelle di 50 anni fa e viceversa; la Countach originale, invece, nasceva senza alcun limite, Stanzani e Gandini potevano impiegare al massimo le proprie capacità inventive.


Se ci si distoglie da questo punto di vista, la LPI 800-4 è una Lamborghini feroce, spaventosamente performante e in grado di trasmettere quell'adrenalina degna dello stemma inciso sulla carrozzeria.


Il suo essere una via di mezzo tra passato e modernità perché dovrebbe costituire un punto a sfavore?



Omaggiare un prototipo che tanto ha dato alla Casa di Ferruccio e allo stesso tempo spingere sulle tecnologie sperimentate sulla strepitosa Sian; vista da quest'ottica, la nuova Countach LPI 800-4 è una macchina clamorosa e rispecchia appieno il DNA dell'orbita Lamborghini.


I 112 esemplari (numero non casuale, legato alla sigla della Countach originale, la quale, in fase di sviluppo, era denominata LP112) da 2 milioni di dollari ciascuno sono già andati a ruba, ed è probabile che il nuovo esemplare prodotto negli stabilimenti di Sant'Agata Bolognese sarà in grado di far ricredere anche i più scettici.



SCHEDA TECNICA



Motore

Tipo: V12 a 60°

Cilindrata: 6.498 Cm^3

Potenza massima: 780 Cv a 8.500 giri/minuto

Coppia massima: 720 Nm a 6.750 giri/minuto

Unità elettrica: sistema a 48 Volt, potenza 34 Cv, coppia 35 Nm, supercondensatore da 2.400 W/kg

Potenza massima combinata: 814 Cv, coppia massima combinata 755 Nm

Trasmissione: automatica Isr a 7 rapporti; trazione: integrale

Telaio

Monoscocca in fibra di carbonio con telaio anteriore e posteriore in alluminio

Sospensioni: anteriori e posteriori magnetoreologiche attive push-rod con molle e ammortizzatori orizzontali, con geometria completamente indipendente a doppio triangolo in alluminio Freni: carboceramici con pinze fisse monoblocco in alluminio a 6 pistoni (anteriore) e 4 pistoni (posteriore)

Lunghezza: 4870 mm

Larghezza: 2099 mm

Altezza: 1139 mm

Passo: 2700 mm

Peso a secco: 1595 kg

Serbatoio: 70 litri

Capacità porta-bagagli: 63 litri

Distribuzione pesi: 43% anteriore, 57% posteriore; rapporto peso/potenza: 1,95 kg/Cv

Prestazioni

Accelerazione 0-100 km/h: 2,8 secondi

Accelerazione 0-200 km/h: 8,6 secondi

Velocità massima: 355 km/h


Consumi ed emissioni


In attesa d’omologazione




Simone Pietro Zazza