Ferrari Mondial 3.2, una prova di maturità



Continua l'evoluzione del modello a quattro posti ea motore centrale, con potenza e prestazioni che ora raggiungono livelli in linea con il marchio del Cavallino Rampante.


Era il settembre 1985 quando venne presentata la Ferrari Mondial 3.2, terzo capitolo della famiglia Mondial, con una serie di importanti novità estetiche e tecniche che danno nuova vita alla quattro posti Gran Turismo con motore centrale.


Come si intuisce dalla nomenclatura, cresce di cilindrata il motore V8, ora da 3,2 litri, mentre il nome Mondial continua a celebrare i titoli vinti in Formula 1: infatti l'ultimo titolo costruttori è datato 1983 mentre il mondiale piloti Manca il mondiale alla vittoria di Jody Scheckter, avvenuta qualche anno prima, nel 1979.



La Ferrari Mondial 3.2 si riconosce facilmente rispetto alle generazioni precedenti grazie ad una serie di interventi estetici che ne modernizzano la linea e l'aspetto: i paraurti con finitura in plastica grezza e nera scompaiono e vengono sostituiti da elementi totalmente in tinta carrozzeria e dal design diverso, ora in in linea con il resto della gamma otto cilindri, creando di fatto il primo family feeling nella storia del Cavallino Rampante.


La calandra e i gruppi ottici anteriori riprendono anche quelli della coeva 328, mentre nella coda, oltre ai suddetti paraurti, è inserita solo la scritta Mondial 3.2.


La fiancata, disegnata da Pininfarina, rimane invariata: vengono introdotti solo nuovi cerchi in lega di magnesio, sempre a forma di stella a cinque razze, convesse anziché piatte; questo per assecondare la modifica della geometria delle sospensioni dopo aver dotato l'impianto frenante del dispositivo ABS. Un aggiornamento che ha riguardato tutte le Ferrari stradali della metà degli anni '80.



Anche gli interni rimangono pressoché identici alla precedente Quattrovalvole; l'unico cambiamento di rilievo riguarda la plancia, che presenta due smussi negli angoli superiori del quadro strumenti, rendendo più sfuggente e dinamica la vista di questo elemento. Quadro strumenti che presenta due quadranti circolari dietro al volante: il tachimetro a sinistra mentre il contagiri a destra, circondato da una serie di spie e spie su sfondo quadrangolare dal sapore moderno per l'epoca. Sulla destra del pannello sono presenti quattro strumenti secondari, anch'essi di forma tonda, che indicano i valori della temperatura e del livello del carburante. Il tunnel centrale, staccato dalla plancia superiore che rimane così sospesa, si estende tra i quattro sedili, e troviamo la radio, ora posizionata ergonomicamente e facilmente accessibile dal guidatore, punti di ancoraggio per le cinture e una serie di pulsanti per i comandi secondari.



La loro realizzazione in materiale polimerico vorrebbe conferire un tocco di modernità all'ambiente, tuttavia l'effetto estetico lo fa a metà. Infatti, il lusso trasmesso dagli interni Ferrari per sua natura si basa su uno stile minimalista ma raffinato, dove la resa dei diversi materiali gioca un ruolo fondamentale nel far sentire coccolati i fortunati passeggeri una volta seduti nell'abitacolo, soddisfacendo anche il occhio. per la giusta combinazione di diverse materie prime come legno, pelle e metalli.


Questa sensazione sembra svanire nella Mondial, tuttavia la pelle pregiata che ricopre praticamente tutto l'ambiente, lo sterzo a tre razze completamente nero in pelle e alluminio satinato, e la classica calandra aca del cambio manuale, restituiscono i giusti pregi ad un interni raffinati e raffinati.


Di maggior impatto l'aggiornamento riguardante il V8 tipo F 105 CS 000, nella variante europea: pur essendo basato sui precedenti tre litri montati dalla Mondial Quattrovalvole, la cilindrata ora cresce, raggiungendo i 3.185 centimetri cubi, con l'aumento dimensionale di alesaggio e corsa, rispettivamente 83 per 73 millimetri.



Il motore è un V8 con angolo di apertura di 90°, doppi alberi a camme in testa per bancata, guidato da cinghia dentata, con sistema di iniezione meccanica e accensione elettronica, il primo Bosch, il secondo Magneti Marelli.


Il risultato finale si traduce in 270 cavalli ad una rotazione massima di 7.000 giri/min, una velocità massima di 250 km/h e una coppia di 304 Nm a 5.500 giri/min che permette alla Mondial 3.2 di scattare da 0 a 100 km/h in poco più di sette secondi: valori degni di un Cavallino purosangue.


Le versioni destinate agli Stati Uniti e alla Svizzera sono meno potenti a causa di normative antinquinamento più severe, che costringono i tecnici di Maranello a strozzare ulteriormente la potenza del proprio motore.


Inoltre, la disposizione trasversale del motore, abbinata ad un cambio sincronizzato a cinque marce, permette una facile manutenzione, potendo smontare l'intero blocco motore in pochi passaggi grazie all'ancoraggio tramite bulloni su un controtelaio. Questa soluzione tecnica rende la Mondial una delle Ferrari più semplici ed economiche da mantenere.


Pedalare all'insegna della tradizione: sospensioni indipendenti, bracci oscillanti, molle elicoidali, ammortizzatori telescopici, barra stabilizzatrice, freni a disco autoventilati.



Il telaio è un tubolare d'acciaio, tipologia ben nota nel mondo Ferrari: questa tecnica progettuale ha permesso alla Casa di Maranello di introdurre sul mercato la variante cabriolet senza effettuare interventi estesi sulla struttura che avrebbero aumentato notevolmente la resa finale peso, perdendo in agilità e piacere di guida. Inoltre, la vettura con il tetto in tela, pur seguendo le linee tracciate dalla versione coupé, risulta più filante e sfuggente, migliorando le prestazioni estetiche della fiancata. In questo periodo storico, un importante aggiornamento riguarda il numero di telaio delle Ferrari stradali: dopo quasi quarant'anni di attività, a partire dal numero di telaio 75000, anche le versioni Gran Turismo vengono conteggiate con la numerazione pari, precedentemente riservata alle sole vetture. da corsa. Il riferimento interno del telaio è il numero F 108 CL 000 se si tratta di una coupé, mentre la cabriolet è codificata come F 108 CS 000. Dal 1985 al 1989, anno di fine produzione della Ferrari Mondial 3.2, furono costruiti 987 modelli a tetto chiuso (dal telaio 58277 al numero 79671), mentre la versione aperta fu realizzata in 810 esemplari (dal telaio 59393 al telaio 78895) , a testimonianza del grande successo del formato cabriolet su questo particolare tipo di vettura.


SCHEDA TECNICA


Coupé e Cabriolet, 2+2 posti

Motore posteriore, trasversale

Trazione posteriore


Dimensioni e pesi


Lunghezza 4535 mm

Larghezza 1795 mm

Altezza 1235 mm

Altezza cabriolet 1265 mm

Carreggiata anteriore 1520 mm

Carreggiata posteriore 1510 mm

Passo 2650 mm

Peso a vuoto 1410 Kg (1400 Kg la Cabriolet)

Serbatoio da 80 litri


Motore


Cilindrata 3185,76 cm³

Tipo 105, 90° V8

Alesaggio e corsa 83 x 73 mm

Rapporto di compressione 9,8: 1

Cilindrata unità 398,22 cm³

Distribuzione a doppio albero a camme, quattro valvole per cilindro

Iniezione meccanica Bosch K-Jetronic


Meccanica


Potenza 199 kW/270 CV a 7.000 giri/min

Potenza specifica 85 CV/litro (62 Kw/litro) e 99 nm/litro

Coppia 304 Nm a 5.500 giri/min

Accensione mono, elettronica Marelli Microplex

carter umido

Frizione monodisco

Cambio a cinque marce + RM


Carrozzeria


Acciaio tubolare Sospensioni anteriori indipendenti, bracci oscillanti, molle elicoidali, ammortizzatori telescopici, barra stabilizzatrice Sospensioni posteriori indipendenti, bracci oscillanti trasversali, molle elicoidali coassiali con ammortizzatori telescopici, barra stabilizzatrice Sterzo con pignone e cremagliera Freni anteriori a disco autoventilati ø 282 mm Freni posteriori a disco autoventilati ø 280 mm Pneumatici anteriori 205/55 Pneumatici posteriori 225/55 Cerchi da 16"


Performance dichiarate


Velocità 250 Km/h

Accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,4 secondi, da 0 a 400 metri in 14,6 secondi e da 0 a 1000 metri in 27,2 secondi


Luca Saitta