Ferrari California, versatilità secondo Maranello



Nata nel 2008, la Ferrari California ha il chiaro intento di diventare la prima Rossa veramente utilizzabile nella vita di tutti i giorni, contribuendo allo sviluppo tecnologico e stilistico della casa di Maranello con soluzioni innovative.


Nonostante il Cavallino Rampante stia entrando in un segmento per lei finora inesplorato, si affida alla tradizione per il nome della sua prima coupé-decappottabile: con California omaggia e celebra la 250 GT California del 1957.


La storia è lodata anche dai protagonisti e collaboratori dello sviluppo che si nascondono dietro la California: oltre alla Ferrari, troviamo Pininfarina per stile e tecnologia legati alla meccanica del tetto, mentre vengono portati avanti gli studi e la costruzione del telaio fuori dal Centro di Eccellenza Scaglietti, da tempo controllato dalla stessa Ferrari.



Il telaio è un componente fondamentale quando si parla di vetture aperte, poiché, solitamente, per ottenere una maggiore rigidità torsionale, si traduce in un peso maggiore a scapito della dinamica di guida. In questo caso Ferrari riesce ad ottenere le stesse prestazioni e rigidezze strutturali del passato da un telaio costruito con otto diverse leghe di alluminio, con dimensioni e peso notevolmente inferiori rispetto alle precedenti realizzazioni, circa 30 kg, che, integrato con altri natura meccanica, consentono di migliorare il piacere e il piacere di guida.


Anche il sistema di apertura e chiusura del cofano, pur essendo realizzato in materiale metallico, è più leggero di tutti i precedenti modelli in tela costruiti a Maranello. Prezioso è il contributo di Pininfarina, che dà non solo il contributo estetico, ma anche quello progettuale, vista la maggiore esperienza acquisita in questo campo negli anni.


Lo schema delle sospensioni è composto da triangoli sovrapposti all'anteriore, mentre il posteriore presenta un innovativo sistema multilink, studiato appositamente per la California, per ottenere una maggiore flessibilità longitudinale senza perdere rigidità e rigidità. In opzione è possibile per il cliente ordinare ammortizzatori a controllo magnetoreologico, che consentono tempi di risposta più reattivi, favorendo il comportamento sportivo di questa Ferrari, quando richiesto.



La capote retrattile, progettata in collaborazione con Pininfarina, da chiusa svolge un grande ruolo aerodinamico con un carico aerodinamico di 70 kg a 200 km/h.


La carrozzeria torinese, nel plasmare l'auto, si lascia guidare dall'immenso bagaglio storico e culturale che le due aziende condividono da decenni nel campo del design automobilistico.


La musa principale per la California è la già citata 250 GT California: non solo nella sua nomenclatura, ma anche nelle sue caratteristiche. Il frontale è caratterizzato da fari a goccia, una grande calandra orizzontale e sul cofano c'è una presa d'aria per far respirare il V8, che ricorda quello delle Gran Turismo di fine anni '50 e inizio anni '60.


I riferimenti non finiscono qui, dal momento che la fiancata riprende anche concetti già visti sulla 250 GT California e li riadatta dopo quasi cinquant'anni: dalle tre feritoie di ventilazione poste dopo la ruota anteriore, in realtà molto più piccole sulla nuova cabriolet-coupé, inizia un taglio netto che corre lungo tutta la fiancata dando vita alla linea di cintura alta che sale sopra la maniglia della portiera e diventa linea di contatto con la coda e il parafango posteriore. L'insieme è armonico ma anche muscoloso, ancor più valorizzato dal gioco di luce che si forma grazie alla lavorazione delle superfici concave e convesse presenti sulla carrozzeria.



La coda presenta luci tonde con la gemma del faro che sembra incastonata e fusa con la lamiera della carrozzeria, mentre una fascia scura posta a media altezza ospita luci di servizio come retronebbia e retromarcia. Iconici i quattro terminali di scarico, divisi in coppia ma con disposizione verticale.


Appositamente progettata dagli ingegneri Ferrari, dagli scarichi esce la melodia del primo V8 montato anteriormente in posizione longitudinale.


Codice F136IB, il motore è un'evoluzione di quello montato sulla famiglia F430, di 4.297 cm³, interamente in alluminio, che eroga 460 CV a 7.750 giri con una coppia di 485 Nm a 5.000 giri. Valori che consentono alla California di raggiungere i 100 km/h in meno di quattro secondi, e di superare i 310 km/h di velocità massima, certificano il DNA purosangue californiano.



La Ferrari California riesce però ad ottenere risultati importanti anche in termini di consumi ed emissioni grazie all'iniezione diretta di benzina, la prima Ferrari della storia, e ad un sistema di fasatura variabile, perché una Gran Turismo di quest'epoca, per raggiungere l'eccellenza non può puntare solo alla pura performance, ma deve saper coniugare concetti, anche lontani tra loro, per un'esperienza di guida totale.


L'esperienza totale si vive anche fuori dall'abitacolo, perché la California richiede una manutenzione minima per essere una Ferrari: se la contemporanea 599 Fiorano richiede trentuno ore di officina ogni 80.000 km per tagliandi e revisioni, per questo modello ne bastano solo undici. Questo mette in evidenza il grande lavoro tecnico e progettuale per ottenere un'auto veloce e performante, ma anche solida e versatile: insomma una supercar equilibrata.


Un'importante innovazione è il sistema High Efficiency Low Emission, un programma di gestione elettronica che agisce su componenti di secondo livello, come aria condizionata e luci, calcolando istantaneamente l'efficienza di questi sistemi ed eventualmente spegnendoli in un'ottica di riduzione dei consumi.



Una volta in abitacolo, la parola dominante è una sola: comfort. California è pensata per la vita di tutti i giorni e per i lunghi viaggi, quindi la ricerca ergonomica e i materiali sono il risultato di tante analisi per arrivare al risultato finale.


Pelli pregiate e un tocco artigianale trasmettono all'ambiente stile e sensazioni avvolgenti, uniti ad aspetti tecnologici come le guide per la regolazione dei sedili, mentre lo schermo touch-screen da 6,5 ​​pollici permette ai passeggeri californiani di godersi e vivere la vettura senza vincoli di utilizzo.


Questa ricerca di sfruttamento si può vedere anche nei dettagli. The Bridge, realizzato in alluminio e posto tra le due sedute, oltre ad avere funzioni estetiche che si ricongiungono concettualmente ed esteticamente al resto della gamma, è pensato anche per essere un comodo porta oggetti.


La configurazione è 2+2, che Ferrari abilmente chiama 2+ vista la possibilità per i clienti di rinunciare ai due sedili posteriori e sostituirli con una panca in pelle ottimamente rifinita, che diventa un ulteriore vano per le valigie integrando la capienza del vano bagagli. pari a 340 litri, 240 se viaggiamo all'aperto.


Al volante c'è il manettino, un dispositivo derivato dal mondo della Formula 1 che permette ai piloti di scegliere varianti di allestimento per meglio adattarsi alle circostanze della strada, o allo stile di guida che vogliono adottare.



Per rendere la vettura fruibile anche nella vita di tutti i giorni, la leva lavora in coordinazione con il controllo di trazione F1-Trac e con il controllo di stabilità. Inoltre, è presente un esclusivo sistema elettronico per pneumatici, il TPMS, che controlla pressione e temperatura.


In fase di sviluppo, la Casa di Maranello beneficia del contributo di uno speciale tester. Un ruolo chiave nel lancio, infatti, è giocato da una leggenda della Formula 1 e del mondo Ferrari, Michael Schumacher.


Prodotta fino al 2014, con un leggero aggiornamento nel 2012, la Ferrari California è stata venduta in circa 8.000 unità, diventando una delle Red più vendute e più apprezzate di sempre.


La vettura riesce a trasmettere l'essenza più pura del concetto di Gran Turismo secondo Ferrari, ovvero un'auto elegante ad alte prestazioni, ma oltre a questi fattori classici integra una facilità di guida davvero eccezionale nella vita di tutti i giorni, rendendola accessibile anche a meno utenti. esperto e che desidera avvicinarsi gradualmente al mondo del Cavallino Rampante.


SCHEDA DATI


Carrozzeria cabrio-coupé a due posti

Posizione motore anteriore

Trazione posteriore


Dimensioni e pesi


Serbatoio 78 litri

Lunghezza 4563 mm

Larghezza 1902 mm

Altezza 1308 mm

Carreggiata anteriore 1630 mm

Carreggiata posteriore 1605 mm

Passo 2670 mm

Massa a vuoto 1630 Kg

Massa in ordine di marcia 1735 Kg

Distribuzione del peso 47% anteriore, 53% posteriore

Capacità vano bagagli 340 litri, 240 con tetto ripiegato


Motore


Cilindrata 4.297 cm³

Cilindrata unità 537 cm³

Tipo F136IB, 8 cilindri a V di 90° con iniezione diretta di benzina, anteriore, longitudinale

Alesaggio e corsa 94x77,4 mm

Rapporto di compressione 12,2:1

Distribuzione a quattro valvole per cilindro

Potenza 338 kW / 460 CV a 7.750 giri/min

Potenza specifica 107 CV/litro (79 Kw/litro) e 113 Nm/litro

Coppia di 485 Nm a 5.000 giri/min

Cambio automatico Ferrari F1, sette marce + RM, più differenziale autobloccante

Cambio manuale a sei marce opzionale


Telaio


Carrozzeria composta da più leghe leggere di alluminio

Sospensione anteriore con triangoli sovrapposti

Sospensione posteriore multilink

Freni anteriori Dischi Brembo carboceramici Ø 390 x 34 mm, autoventilati e forati, con pinze a sei pistoncini

Freni posteriori Dischi carboceramici Brembo Ø 360 x 32 mm, autoventilati e forati, con pinze a quattro pistoncini

245/40 pneumatici anteriori

Pneumatici posteriori 285/40

Pneumatici anteriori opzionali 245/35

Pneumatici posteriori opzionali 285/35

Cerchi da 19", in lega leggera

Opzionale 20"


Consumi ed emissioni


Emissioni 305,6 g/km (combinato)

Consumo 13,1 litri/100 Km (combinato)


Prestazioni dichiarate


Velocità 310 Km/h

Accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,0 secondi, da 0 a 400 metri in 12,2 secondi, da 0 a 1000 metri in 21,1 secondi

Luca Saitta