Bugatti Veyron, la nascita del cigno



La Chiron potrebbe aver preso il suo posto, ma la famosa vettura di casa Bugatti ha saldamente cementato la sua posizione nel mondo delle hypercar, ridefinendo tutto ciò che è possibile per un'auto stradale mantenendo per molti anni il primato di vettura più veloce del mondo.


Presentata per la prima volta come concept al Motor Show di Tokyo del 1999, la Veyron è stata realizzata come una sorta di esercizio per i tecnici della Volkswagen, che permise di mettere in mostra le loro capacità attraverso la produzione di una delle auto stradali più performanti al mondo.


L'acquisizione da parte del gruppo Volkswagen del brand Bugatti nel 1998 ha dato il via alla creazione di molteplici concept stravaganti, l'EB 118 a due porte, l'EB 218 a quattro porte e la più riconoscibile Chiron 18/3, tutte con un motore W18 da 6,3 litri e 545 CV.


Quest'ultimo è stato il primo assaggio di quella che poi sarà la Veyron, che in seguito è diventato il concept Veyron 16/4 prima di trasformarsi nell'auto di produzione che conosciamo oggi.


La nascita del cigno


Bugatti ha confermato la produzione della sua hypercar con motore W16 nel 2001. La prima vettura uscì dalla linea di produzione del marchio di Molsheim solamente quattro anni dopo, nel 2005, con un totale di 450 esemplari prodotti da allora alla fine della produzione avvenuta un decennio dopo, nel 2015.


La nascita della Bugatti Veyron non è però stata facile, un giorno il presidente della Volkswagen Ferdinand Piech aveva un sogno: fornire al mondo un'auto dotata di 1000 CV, che costasse un milione di euro e potesse superare i 400 km/h.


All'inizio tutto questo sembrava impossibile, ma nella mente di Piech non era qualcosa che non poteva accadere.


Nel 1999 ci fu una proposta stilistica e persino una sorta di motore, inizialmente con 18 cilindri. Nel 2000 lo stile era già più chiaro e il propulsore era stato ridotto a 16 cilindri, in pratica due motori di casa Wolkswagen V8 da 4,0 litri. Dopo un anno la casa di Wolfsburg annunciò che avrebbe effettivamente costruito la Veyron. Poi sono iniziati i veri guai.


Gli ingegneri sapevano che annunciare un'auto con una potenza e una velocità così elevate era una cosa, ma realizzarla era un'altra. Per un anno e mezzo ci hanno provato, e per un anno e mezzo hanno fallito, finché alla fine il capo della Bugatti, ovvero il dottor Neuman, venne "rimosso" dal suo incarico.


Alla fine del 2003 è stato introdotto un nuovo gruppo dirigente, il dottor Wolfgang Schreiber è arrivato come nuovo ingegnere capo. Essendo stato precedentemente responsabile delle trasmissioni presso VW e Audi, assunse il ruolo di responsabile dei cambi DSG anche in Bugatti.


Poi anni dopo e dopo aver modificato e riprogettato un incredibile 95% dei componenti della vettura, la Veyron divenne finalmente realtà.


Motore e trasmissione all'avanguardia


Sebbene i primi concept della Veyron vantassero un W18, quello che troviamo ora è un più “modesto” W16 quad-turbo da 8.0, la potenza che eroga la supercar della casa francese è di “appena” 1000 CV.


La velocità massima supera i 408 Km/h, ma questo non è che uno dei numerosi primati della Veyron. Grazie ad un motore in grado di produrre la bellezza di 6.000 giri al minuto, la supercar Bugatti è in grado di accelerare da zero a 100 Km/h in soli due secondi e mezzo.


Per aiutare a mantenere il gruppo propulsore entro i limiti di temperatura di sicurezza, gli esperti di Bugatti hanno impiegato 10 radiatori, assieme ad una serie di altri componenti di raffreddamento.


Il cambio più veloce al mondo, che vanta 150 millisecondi per cambiata, risulta essere sicuramente un fattore determinante che permette alla Veyron di conquistare i suoi numerosi record, come quello dello scatto da zero a 300 Km/h in 16,7 secondi. Infatti a scaricare a terra la potenza è un cambio automatico a doppia frizione a sette marce, esso risulta essere più veloce dei 160 millisecondi della Ferrari FXX Evo da pista dello stesso periodo.



Naturalmente quanto visto finora per Bugatti non era abbastanza, e così è stata lanciata nel 2010 la Super Sport, la quale vantava turbocompressori rivisti e più grandi, collettori di aspirazione maggiormente liberi e una ECU rimappata.


Il risultato è stato un aumento di quasi 200 Cavalli rispetto alla versione "normale", portando la potenza ad un totale pari a 1183 Cavalli. Gli ingegneri hanno affermato che l'unità era in grado di fare di più, ma che il cambio non era all'altezza del compito.


Sospensioni, sterzo e freni


Come è possibile immaginare, con tale potenza vi è la necessità di un sistema frenante altrettanto potente, e quindi, per offrire un certo comfort alla guida e totale sicurezza in presenza di un motore fuoriserie, Bugatti ha riservato una cura ancora maggiore all’impianto frenante, insieme ad un team di ricerca impegnati in ambito aerospaziale.


La Veyron venne dotata di dischi carboceramici anteriori da 400 millimetri e posteriori da 380 millimetri, abbinati a pinze AP Racing a otto pistoncini anteriori e sei posteriori. Ad aiutare il tradizionale sistema di frenata c'è un freno ad aria compressa, capace di passare da 15 gradi a 55 gradi di attacco in meno di 0,4 secondi.


I cerchi montano pneumatici Michelin, realizzati appositamente dall’azienda francese leader mondiale nel settore, allo scopo di ottimizzare prestazioni e comportamento su strada della Veyron, mentre per favorire la stabilità e la trazione, essi vantano larghezze di 365 mm al posteriore e 265 mm all'anteriore.


La disposizione delle sospensioni a doppio braccio oscillante anteriore e posteriore della Veyron è dotata di un sistema idraulico ad azione rapida, che consente alla macchina di modificare l'altezza di marcia in base alle condizioni, per una migliore stabilità, efficienza e praticità.



Stile e Interni di alta qualità


La Veyron è un'auto che si caratterizza di una bellezza che potremmo definire ingegneristica, non certo quella di un quadro di Monet. Quindi non è scorretto né tantomeno poco rispettoso descrivere senza mezzi termini la Veyron come una strana macchina, simile ad un insetto con quattro enormi pneumatici, con un numero assurdo di alette e prese d’aria lungo i fianchi e sul tetto, con un distintivo bianco e rosso sul muso dove si legge chiaro "Bugatti".


Sulla coda sono scritte le lettere E e B come a rimarcare da dove derivi tanta potenza, mentre sulla parte superiore del motore, che non ha coperchio ed è esposto direttamente all'aria per il raffreddamento, ci sono i numeri 16 e quattro, ovvero 16 cilindri e quattro turbocompressori.


Nonostante quello che i numeri potrebbero far credere, l'abitacolo della Veyron è molto più simile a quello di una Bentley rispetto a quello di un'auto progettata per la massima velocità.


La squisita tappezzeria in pelle, completata da una buona dose di fibra di carbonio, una comoda apertura della portiera e persino un display della telecamera di retromarcia montato sullo specchietto retrovisore, la rendono una macchina sorprendentemente utilizzabile anche su strada.



Un esempio di quanto Bugatti abbia portato avanti l'approccio "senza badare a spese" tipico del marchio d’oltralpe, sono le leve degli indicatori, che notoriamente costano quanto alcune piccole berline, lavorati da un unico pezzo di lega di alluminio/magnesio - anche le levette del cambio sono fatti di magnesio.


Infine, la consolle centrale è derivata da un unico pezzo di alluminio, con finitura guilloché, un chiaro riferimento alla tecnica utilizzata sulle superfici a vista dei primi motori Bugatti.


Una vettura che non ha rivali


La trazione integrale, i turbocompressori e il peso sostanziale la distinguono dal duo leggero e ad aspirazione naturale che era presente sul mercato ai tempi, ma le prestazioni e la raffinatezza assoluta della Veyron semplicemente non potevano essere eguagliate.




SCHEDA TECNICA



MECCANICA

16 cilindri a W in lega leggera; sovralimentato da quattro turbocompressori a geometria variabile Garrett.

2 Teste in lega leggera; 2 × 2 alberi a camme in testa; 64 valvole.

Posizione centrale posteriore longitudinale.

Sistema di apertura variabile della valvola per aspirazione e scarico.

Iniezione elettronica Bugatti.

Potenza massima 1.001 CV (736 kW) a 6.000 giri/min

Rapporto di compressione 9.0: 1

Cilindrata 7.992,9 cm3 Nota 3

Alesaggio × corsa 86,0 × 86,0 mm

Potenza specifica 125,2 CV /

Regime minimo 800 giri/min

Velocità massima 6.500 giri/min

Coppia massima 1.250 Nm (127,4 mkg) da 2.200 a 5.500 giri/min 1.500 Nm (153 mkg) da 3.000 a 5.000 giri/min

Coppia specifica 156,4 Nm


Trasmissione


Trazione integrale.

Cambio a doppia frizione di tipo DSG a 7 rapporti, in lega leggera, posizionato longitudinalmente davanti al motore

Controllo sequenziale della scatola robotica.

Differenziale centrale autobloccante con giunto viscoso.

Sistemi elettronici di antislittamento e di controllo della traiettoria.


Struttura


Struttura telaio in alluminio.

Elementi del corpo in fibra di carbonio ed alluminio.

Cx: 0,393.

Sterzo idraulico a pignone e cremagliera, servoassistito.

Diametro tornibile: 12 m.


Dimensioni


Lunghezza 4.462 mm

Larghezza 1.998 mm

Altezza (sospensioni in modalità 1) 1.204 mm

Passo 2.710 mm

Peso a secco annunciato dal produttore 1.888 kg

Peso testato in ordine di marcia 2200 kg

Distribuzione del peso (anteriore/posteriore in%) 45/55

Rapporto peso/potenza in ordine di marcia 1.886 kg/CV

Capacità serbatoio 98 l

Dimensioni cerchio anteriore 9,5 × 20 "

Dimensioni cerchio posteriore 13 × 20 "

Pneumatici anteriori 265/30 ZR 20

Pneumatici posteriori 365/30 ZR 20 3


Sospensioni


Anteriore: quadrilateri molla/ammortizzatore sovrapposti e combinati; barra stabilizzatrice.

Posteriore: quadrilateri molla/ammortizzatore sovrapposti e combinati; barra stabilizzatrice.


Freni


Impianto idraulico assistito con sistema antibloccaggio delle ruote.

Freni anteriori: doppi dischi ventilati in carbonio/ceramica forati da 400 mm di diametro; Pinze in titanio a otto pistoncini in titanio.

Freni posteriori: dischi ventilati forati in carbonio/ceramica da 380 mm di diametro; Pinze in titanio a sei pistoncini in titanio.


Performance


Velocità massime

Annunciato 407 km/h (limitato)

Misurato su circuito 408,45 km/h


Accelerazione


Partenza da fermo

da 0 a 100 km/h 2,5 s

da 0 a 200 km/h 8,2 s

da 0 a 300 km/h 18,8 s

400 metri 9,7 s

1000 metri 17,9 s


Consumi


Standardizzato nel ciclo urbano: 40,4 l/100 km.

Standardizzato nel ciclo extraurbano: 14,7 l/100 km.

Standardizzato nel ciclo combinato: 24,1 l/100 km.

Osservato nella guida sportiva: circa 60 l/100 km.

Autonomia ciclo combinato: 357 km

Emissioni di CO2: 574



Andrea Comizzoli