Bugatti EB 110, la storia di un genio incompreso



Agli inizi degli Anni '90, la casa automobilistica francese omaggia il suo storico fondatore, Ettore Bugatti, realizzando la nuova Bugatti EB110 in onore del 110° anniversario dalla sua nascita, e presentata il 15 Settembre del 1991 sotto il Grande Arche de la Défense a Parigi.


La nascita


Lo sviluppo della EB 110 è iniziato nel 1987 sul motore e sul telaio seguiti da Tecnostile, guidato da Tiziano Benedetti, Achille Bevini e Oliviero Pedrazzi.


Il trio aveva lavorato allo sviluppo del telaio e del motore della Lamborghini Miura e successivamente aveva fondato la propria azienda, ben nota sia a Ferruccio Lamborghini sia Paolo Stanzani, che furono coinvolti nei primi colloqui con Romano Artioli, con Stanzani che viene scelto come Direttore Tecnico dell'azienda grazie alla sua esperienza lavorativa sui modelli Miura, Espada e Countach.


Diversi designer hanno ricevuto copie dei disegni del telaio per proporre lo stile della carrozzeria: Paolo Martin, Giorgetto Giugiaro, Nuccio Bertone e Marcello Gandini.


Bertone propose un progetto preparato da Marc Deschamps (che nel 1999 disegnerà la B. Engineering Edonis) ma poco dopo perse interesse per il progetto, ma lo stesso design sarebbe stato presentato di nuovo come Bertone Lotus Emotion.


Il prototipo, denominato ID90 di Giugiaro, fu presentato qualche tempo dopo al Salone di Torino del 1990, ma fu Gandini ad ottennere il consenso più ampio essendo ben noto a Stanzani e avendo lavorato allo stile della Cizeta V16, che era alimentata da un motore progettato proprio da Tecnostile.


I primi prototipi basati sul design di Gandini iniziarono i test nel 1989.



Meccanica all'avanguardia


La vettura dispone di un motore V12 quad-turbo da 60 valvole alimentato da 12 singoli corpi farfallati, che alimenta tutte la trazione integrale attraverso un cambio manuale a sei marce.


Il motore da 3.500 centimetri cubici, ha un alesaggio x corsa di 81 mm × 56,6 mm, raggiungendo una potenza pari a 560 Cavalli a 8.000 giri/minuto, e 611 Nm di coppia a 3.750 giri/minuto.


La versione Super Sport invece, orientata a prestazioni maggiori, possiede un motore sintonizzato su una potenza massima di 603 Cavalli a 8.250 giri/minuto e 650 Nm di coppia a 4.200 giri/minuto.



Telaio e sospensioni


Per le sospensioni, inizialmente viene studiata una tipologia completamente idraulica, ma successivamente viene abbandonata perché troppo costosa e lunga da sviluppare, in favore di una architettura a doppio braccio oscillante, definendo quindi la versione definitiva con lo schema a quadrilatero trasversale all'anteriore, e da un doppio braccio triangolare trasversale al posteriore, mentre per quanto riguarda il telaio dell'EB110 i tecnici si sono basati su tecnologie di derivazione aeronautica.


Allo stesso modo, lo sviluppo della struttura della vettura è stato affidato ad Aérospatiale nota compagnia aeronautica francese, e realizzato in fibra di carbonio, permettendo una notevole riduzione di peso complessiva.


Oltre alla sua leggerezza, l'utilizzo del carbonio ha permesso di ottenere una resistenza alla torsione del tutto eccezionale, estranea a quella del telaio in alluminio con struttura a nido d'ape utilizzato sulle prime vetture di prova.



Il telaio della Bugatti EB110 prevede un rinforzo in plastica, mentre il corpo vettura è in metallo leggero, così come molte parti delle sospensioni. Per quanto riguarda la versione SS per i rinforzi viene utilizzata la fibra aramidica.


L'azienda Messier-Bugatti, specializzata nei carrelli di atterraggio e nell'impianto frenante di quasi tutti gli aerei studiati e sviluppati in Francia e all'estero sin dalla nascita dell'aviazione, si è vista affidare il progetto di sviluppo delle sospensioni per il gioiello nascente del marchio francese, e in collaborazione con Carbone Industrie, specialista in freni in carbonio utilizzati in Formula 1, iniziò quindi uno studio per equipaggiare l'EB110 ma, in attesa della messa a punto finale, che non arriverà mai sulla EB110, sono quattro grandi freni a disco in ghisa ventilati marchiati Brembo ad essere scelti dalla Casa automobilistica francese.


I cerchi i magnesio vengono forniti dalla BBS in magnesio, mentre la Michelin si prende carico dello sviluppo di uno specifico pneumatico MXX3 per una migliore resistenza ai vincoli di enorme potenza, pur mantenendo le qualità di comfort e aderenza adatte alla trazione integrale della vettura.


Un gioiello di stile e design


Il design della EB110 fu affidato inizialmente a Marcello Gandini, designer tra le altre di Lamborghini Miura e Countach e Lancia Stratos, e viene elaborata una proposta spigolosa e cuneiforme dotata di portiere a forbice, ma successivamente Artioli affidò poi il compito a Benedini, l'architetto della neonata fabbrica di Campogalliano a Reggio Emilia, con lo scopo di differenziarla maggiormente dalle Lamborghini del periodo a cui a sua detta assomigliava troppo.


Benedini stravolse la vettura arrotondandone le forme per renderla più efficace in galleria del vento, aggiunse anche il classico "ferro di cavallo" nella calandra, ora elemento caratteristico di tutte le auto di Bugatti, e spostò i proiettori più in alto non rendendoli più a scomparsa come nel progetto originale, creando così l’EB 110 come la conosciamo oggi.


La Bugatti di Campogalliano ha anche un coperchio del motore in vetro che offre una vista del suo enorme motore V12.


Inoltre, la versione Gran Turismo viene dotata di un alettone posteriore elettronico sensibile alla velocità e di alette dell'aria attive vicino al lunotto che possono essere sollevate manualmente premendo un interruttore, mentre la Super Sport ha un'ala posteriore fissa.


A livello estetico, la EB110 SS si distingue dalla sorella “base” principalmente per l’alettone posteriore fisso, i cerchi in lega a sette razze, e le cinque piccole prese d’aria subito dietro i finestrini laterali.


Competizioni Gran Turismo


Per le competizioni sono stati prodotti due modelli unici: il primo per prendere parte alla prestigiosa 24 ore di Le Mans in classe GT1 nel 1994, e il secondo per competere nel campionato americano IMSA, anche se anch'esso partecipò nella classica della Sarthe.


Nel 2019 queste due vetture sono state riunite per un video test in pista con al volante Loris Bicocchi, collaudatore del modello all'epoca della sua fabbricazione.



Dauer EB 110, gemelle diverse


Nel 1995, quando la casa francese fallì, la Dauer Sportwagen di Norimberga, in Germania, acquistò.


L'azienda tedesca, ha realizzato un catalogo completo di pezzi di ricambio, con diagrammi esplosi e numeri di parte. Tre modelli Super Sport e un modello GT sono stati finiti tra il 1999 e il 2000 con il logo Bugatti e piccole modifiche.


Il telaio incompleto rimanente, è stato utilizzato tra il 2001 e il 2002 per produrre cinque auto notevolmente migliorate chiamate Dauer EB110 Super Sport Light Weight.


La potenza è stata aumentata a 645 CV, il turbo lag è stato ridotto e il peso è stato abbassato di 230 kg con l'uso di un corpo in fibra di carbonio.



La velocità massima dell'auto è stata stimata a 370 km, l'accelerazione da fermo a 97 km/h impiega 3,3 secondi e l'auto copre il chilometro da fermo in 19 secondi.


Come optional di fabbrica era disponibile un aumento della potenza a 705 CV con scarico sportivo e centralina modificata.


La società Dauer Sportwagen è fallita nel 2008. Tutte le parti originali Bugatti, in particolare le parti ad alte prestazioni dell'EB 110 Super Sport e l'attrezzatura, sono state acquistate nel 2011 dalla società Toscana-Motors GmbH con sede a Kaiserslautern, in Germania.


Della vettura sono stati prodotti 31 esemplari della EB 110 SS e 95 della sua versione GT, a cui si sono aggiunti 13 prototipi, per un totale di 139 unità.


Nel 1995 produzione della EB 110 cessò: le elevate spese sostenute per la EB 110 e per il prototipo della EB 112, mai realizzato in serie, portarono la società ad una sovraesposizione finanziaria e, nonostante il ricco portafoglio ordini ancora da evadere, i fornitori suoi creditori pretesero il rapido rientro delle somme dovute e sospesero le ulteriori consegne di componenti, costringendo Romano Artioli a cedere il marchio al Gruppo Volskwagen.




Scheda tecnica



CARROZZERIA


Carrozzeria Coupé

Numero porte 2

Numero posti 2

Capacità serbatoio 120 litri

Massa in ordine di marcia 1.620 kg

Lunghezza 440 cm

Larghezza 194 cm

Altezza 111 cm

Passo 255 cm


MOTORE


Motore 12 cilindri a V

Cilindrata 3.500 cc

Alimentazione Benzina

Potenza max/regime 412 KW (560 CV) 8.000 giri/min

Coppia massima 611 Nm

Trazione Integrale

Cambio Manuale 6 Marce


PRESTAZIONI


Velocità max 342 km/h

Accelerazione 0-100km/h 3,4 secondi

Omologazione antinquin. Euro 1


CONSUMI


Urbano 11 l/100 km

Extraurbano 14 l/100 km

Misto 25 l/100 km



Andrea Comizzoli