ATS 2500 GT, il marchio Bolognese dichiara guerra al Cavallino Rampante



Ci sono auto che vale la pena definire aristocratiche. Specialmente quando i quarti di nobiltà annoverano nomi come Carlo Chiti, Giotto Bizzarrini e Romolo Tavoni, e Franco Scaglione, che insieme ai tecnici cacciati da Enzo Ferrari cercano la propria rivalsa dichiarando guerra aperta al Drake con il proprio marchio: la ATS, con sede a Bologna.


La nascita del Grifo


La prima vettura Gran Turismo della ATS Automobili nasce nel 1963 sotto ogni attenzione, in quanto rappresenta all'epoca una delle poche vetture sportive al mondo ad avere un layout meccanico con motore longitudinale centrale-posteriore con cambio posteriore in blocco al differenziale, e viene realizzata seguendo proprio la strategia di Enzo Ferrari, ovvero vendere vetture stradali per finanziare il reparto corse dedicato alla Formula 1.


La 2500 GT viene presentata ufficialmente in occasione dell'esclusivo Salone di Parigi del 1963, raccogliendo sin da subito l'attenzione dei partecipanti all'evento.



La vettura, ingegnerizzata da Carlo Chiti e Giotto Bizzarrini, è dotata di un propulsore da 2,5 Litri a otto cilindri con bancate a V, capace di sprigionare una potenza pari a circa 215 Cavalli e 255 Nm di coppia nella versione base, permettendogli di raggiungere i 240 km/h di velocità massima, a cui viene abbinato un cambio manuale a cinque rapporti fornito dalla Colotti Trasmissioni.


La carrozzeria emerge dalle matite del maestro Franco Scaglione, che con la GT prefigura le linee delle vetture sport tipiche degli anni Sessanta caratterizzate dal muso sfuggente e il paraurti integrato, passaruota pronunciati e un grande cofano attraverso il quale ammirare l'otto cilindri disposto in posizione centrale al posteriore, mentre la costruzione di quest'ultima viene affidata alla carrozzeria Allemano.



Artigianato di alto livello


La vettura viene progettata in ben due versioni, la prima come detto viene realizzata con la carrozzeria in acciaio e motore V8 di 2,5 litri accreditato di 210 CV denominato con la sigla "GT", mentre la seconda versione denominata con la sigla "GTS", si caratterizza per la diminuzione di peso a soli 750 kg grazie all'utilizzo dell'alluminio nella costruzione della carrozzeria, mentre la potenza del motore viene portata dai 210 Cavalli standard a ben 245 Cavalli.


Per entrambe le versioni, il telaio segue una architettura spaceframe in tubi e travi uniti mediante saldatura.



Interni di lusso


Gli interni non posso che essere lussuosi dato il mercato in cui si va ad inserire la 2500 GT, e l'abitacolo vede l'utilizzo del classico volante a tre razze Nardi di legno, alzavetro elettrici, sedili e pannelli in pelle beige di pregio.


Se tutto questo profuma di GTO, non è un caso: l’ATS GTS era nata per fare concorrenza all’altra creatura di Chiti e Bizzarrini, compensando la minore potenza con l'estrema leggerezza.


Nonostante gli ottimi presupposti e le interessanti proposte tecnologiche messe in campo dal marchio bolognese, la 2500 GT, prodotta come il prototipo da corsa "Tipo 100" per contrastare le vetture del Cavallino Rampante di Enzo Ferrari, non consegue il successo sperato.



La 2500 GT risente infatti degli scarsi risultati della sorella a ruote scoperte, che drena tutte le risorse e le attenzioni dei tecnici della ATS, e il mancato sviluppo della vettura e l'inaffidabilità portarono all’uscita di Bizzarrini. Tutto ciò porta al ritiro dei fondi concessi dagli investitori, interrompendo la produzione ad appena dodici esemplari.


Nello stesso anno chiude i battenti anche la carrozzeria Allemano, alla quale si era rivolta l’ATS per la costruzione della carrozzeria, ponendo di fatto la parola fine al desiderio di rivalsa nei confronti di Enzo Ferrari.


Nel corso di una recente asta d'auto classiche e d'epoca, uno dei dodici esemplari di ATS 2500 GT è stato battuto per un valore di circa 306.000 sterline, ad annoverare il fatto che ancora oggi la vettura affascina gli appassionati di auto di tutto il mondo.



Andrea Rasponi