Aston Martin One-77, la velocissima creazione di Gaydon



Dopo le prime versioni mock-up presentate al Salone di Ginevra del 2009, la nuovissima One-77 di Casa Gaydon viene invece svelata al pubblico nella sua veste pressoché definitiva in occasione del Concorso di Eleganza Villa d’Este, durante il quale si aggiudica il Design Award nella classe “Concept Cars and Prototypes”.


Design di classe


Il design, attribuibile al team di Marek Reichman, autore di numerosi altri importanti modelli del brand nati a cavallo tra primo e il secondo decennio del nuovo millennio, riprende, esagerandoli, i tratti caratteristici del family feeling Aston Martin.


La One-77 sostanzialmente è una versione muscolosa delle cugine Vantage DB9 e DBS.


Numerosissimi elementi estetici però, tra i quali i gruppi ottici, le porte, i vetri e i cerchioni, sono tuttavia specifici per questo modello prodotto in tiratura limita.


Partendo dall’anteriore, al centro dell’aggressivo muso frontale, l’attenzione viene catturata dall’ampia calandra che, come avvenuto già qualche anno prima per la DB7 Zagato, si sviluppa fin quasi all’inizio del sottoscocca senza alcuna interruzione per ospitare la targa.



A lato della griglia trovano posto due “tagli” verticali, attraversati al centro da una prima marcata nervatura, che permettono di incanalare l’aria all’interno degli archi passaruota anteriori e che confluiscono, nella parte superiore, in una seconda nervatura che prosegue sui gusci dei gruppi ottici anteriori, con quest'ultimi caratterizzati da un solo corpo che ingloba fari bixeno, luci di posizione LED e indicatori di direzione.


Quattro invece sono gli sbocchi dell’aria calda del motore, realizzati rigorosamente in magnesio, posizionati rispettivamente due sul cofano e uno su ciascun passaruota anteriore, contribuendo al raffreddamento ottimale del motore.


Nella vista laterale e a tre quarti è ancora molto riconoscibile lo stile inglese caratteristico di ogni Aston Martin, ovvero: lungo cofano anteriore, abitacolo piuttosto arretrato e lunotto molto inclinato.


Decisamente più pronunciati sono invece i passaruota e i fianchetti anteriori e posteriori, elementi che più degli altri conferiscono l’aspetto particolarmente muscoloso che caratterizza la One-77.


Dietro all’avantreno è presente un ampio sfogo dell’aria, dando inizio a una depressione che solca le portiere e va scomparendo prima della bombatura del fianchetto posteriore che, attraversata da una marcata nervatura rappresentante la linea ideale di proseguimento di quella all’anteriore, indirizza i flussi d’aria verso il retrotreno della vettura, sottolineando ancora una volta la plasticità scultorea della supercar britannica.



La pulizia delle linee viene comunque mantenuta grazie ad alcune raffinatezze tecnico-stilistiche; in primis eliminando gli stacchi tra paraurti e fianchetto tramite l’utilizzo di un’unica lastra di alluminio sapientemente lavorata, ma anche attraverso la scelta di maniglie a scomparsa a filo carrozzeria e di specchietti dal sottile ed elegante stelo tutt’uno con i pannelli.


Dalla punta più alta di ciascun proiettore anteriore nasce un’ulteriore sottile nervatura che corre lungo la fiancata appena sotto ai finestrini, andando di conseguenza ad raccordarsi al posteriore con quella speculare, accennando così un’elegante pinna posteriore.


Infine, in prossimità dell’ampio lunotto trova posto un piccolo alettone dinamico estraibile, che si alza e si abbassa a seconda della velocità dell’auto.


A catturare l’attenzione al posteriore è però una fascia luminosa LED che unisce superiormente le classiche luci a “C allungata”, anch’esse LED, dei modelli di Casa Gaydon, accentuando lo sviluppo orizzontale della One-77.


Nella parte bassa, sotto all’alloggiamento della targa, la fa da padrone un grande estrattore in fibra di carbonio a otto lame, che ingloba e al tempo stesso nasconde lateralmente i quattro terminali di scarico.



Interni completamente nuovi


Anche il design interno non tradisce lo stile inglese del nuovo millennio, seppur gran parte di esso sia stato completamente riprogettato a causa della posizione particolarmente arretrata del grosso V12 che occupa spazio prezioso all’abitacolo.


Tra i due sedili a guscio con regolazione automatica, l’ampio tunnel centrale si fonde armoniosamente con la console, caratterizzata da una piacevole simmetria di elementi.


Al centro della stessa troviamo l’alloggiamento della preziosa “chiave” in cristallo che si trasforma, dopo averla inserita, nel tasto di accensione, mentre a lato sono ben visibili i quattro tasti per la gestione del cambio robotizzato: Neutral, Drive, Reverse e Sport.



Nella parte sottostante sono inoltre collocati i tasti per la regolazione del clima, così come quelli del sistema di infotainment, dotato di pop-up display posizionato nella parte più alta della console, sopra alle bocchette dell’aria, mentre l'’impianto stereo è stato realizzato ad hoc per la One-77 dalla Bang & Olufsen.


Quest'ultimo può essere gestito anche tramite i comandi al volante, caratterizzato da tre razze dai lati smussati dal design piuttosto semplice, dotato però di paddle in metallo per l’utilizzo del cambio in modalità sequenziale.


La quasi totalità dell’abitacolo è rivestita in pelle, mentre le portiere, per le quali è stata adottata la soluzione di apertura “swan doors” come su altri modelli della gamma, presentano invece gran parte della superficie dei pannelli interni in fibra di carbonio a vista.



Sollevando l’ampio ed inclinato lunotto trasparente abbiamo accesso a un vano riccamente rivestito che ospita eleganti coperchi in pelle che coprono due pozzetti: uno estremamente piccolo per l’elegante tool kit e uno più profondo per i pochissimi bagagli.


L’attenzione è però catturata da alcuni elementi meccanici a vista: due barre stabilizzatrici in fibra di carbonio e, protette da altrettanti oblò in cristallo, le coreografiche sospensioni posteriori inboard.


Inutile parlare della varietà di colori dei pellami e della quantità di materiali pregiati e delle relative finiture tra i quali il cliente può scegliere al momento della configurazione degli interni del proprio esemplare.



Meccanica d'eccezione


Il telaio della One-77 è un monoscocca in fibra di carbonio realizzato dalla canadese Multimatic in grado di garantire contemporaneamente rigidità e leggerezza, mentre la carrozzeria è realizzata con pannelli in alluminio lavorati a mano presso la CPP di Coventry.


Il motore, collocato in posizione anteriore-centrale, è rappresentato da una unità da 7.3 litri a dodici cilindri a V aspirata, capace di sviluppare una potenza pari a 760 Cavalli a 7500 giri/minuto, e 750 Nm di coppia a 5000 giri/minuto.



Tali specifiche hanno permesso all’Aston Martin One-77 di aggiudicarsi al momento della messa in produzione il titolo di auto stradale di serie con il motore aspirato più potente mai prodotto.


Andando nel particolare, il propulsore deriva dal classico V12 da 5935 centimetri cubi Aston Martin, e partendo da quest’ultimo gli ingegneri della Cosworth hanno però sostituito l’originale camicia dei cilindri con un sottilissimo rivestimento a basso attrito, aumentandone così la cilindrata e riducendone contemporaneamente l'attrito del 15%.


Grazie al posizionamento del motore ribassato di dieci centimetri, i tecnici hanno ottenuto anche un abbassamento del baricentro dell’auto.


La One-77 adotta la configurazione transaxle, con coppia e potenza che vengono scaricate al solo asse posteriore grazie a un cambio robotizzato mono frizione a sei marce di derivazione DB9, gestibile in modalità sequenziale dalle palette al volante, montato in posizione posteriore-centrale.


Il cambio, a causa della sua lentezza, risulta però non all’altezza del resto della meccanica.



In Aston Martin, la scelta di non optare per un doppia frizione è stata motivata con la volontà di ridurre i pesi, dato che un sistema a doppia frizione è sì più veloce, ma anche più pesante, e di contenere costi e tempi di progettazione.


Le sospensioni seguono lo schema push-rod, con all'anteriore caratterizzato da un montaggio inboard, con il doppio braccio oscillante che incorpora barre anti rollio, tiranti e molle elicoidali regolabili in estensione.


I 1630 Kg della One-77 vengono fermati grazie a freni carboceramici autoventilanti da 398 millimetri di diametro all’anteriore e da 360 millimetri al posteriore e, tra gli aiuti alla frenata possiamo notare l'ABS (Antilock Braking System), il DSC (Dinamic Stability Control), l'EBD (Electronic Brakeforce Distribuition) e l'EBA (Emergency Brake Assist), nonché il Traction control.


La vettura monta cerchi in lega da 20 pollici con 7 o 10 razze con finiture personalizzate, mentre gli pneumatici, anch'essi speciali, sono dei Pirelli P Zero da 255/35 ZR20 all'avantreno e da 335/30 ZR20 al retrotreno.



Prestazioni di alto livello


Grazie a una velocità massima dichiarata e verificata di oltre 350 km/h, la One-77 detiene un record ancora imbattuto: è l’Aston Martin stradale prodotta in serie più veloce mai realizzata.


Rimanendo in ambito prestazioni, il classico 0-100 km/h è invece coperto in circa 3,7 secondi.


Come suggerito dal nome, la produzione è stata limitata a solo 77 esemplari, venduti al prezzo base di circa 1 milione di Euro tasse escluse.


L’auto, disponibile sia con in configurazione RHD che LHD, è stata prodotta nel nuovo stabilimento di Gaydon, con l'ultimo modello in consegna ultimato nel 2012.



Personalizzazione al Q-uadrato


Sette dei 77 esemplari prodotti vanno a costituire la Q-Series, in quanto realizzati tramite l’ancor più esclusivo programma di personalizzazione Q by Aston Martin.


Essi sono riconoscibili per l’elemento rosso sotto la calandra anteriore, dai gusci degli specchietti in fibra di carbonio rossa e dai cerchi dal design specifico per ogni cliente.





SCHEDA TECNICA



TELAIO


Corpo vettura: coupe due porte a due posti

Struttura: monoscocca in fibra di carbonio

Carrozzeria: pannelli in alluminio lavorati a mano


DIMENSIONI


Lunghezza: 4607 mm

Larghezza: 1999 mm (specchietti esclusi)

Altezza: 1224 mm


MECCANICA


Motore: 7312 cc V12 aspirato

Disposizione: motore anteriore-centrale

Trazione: posteriore

Trasmissione: cambio automatico monofrizione a 6 marce + retro con opzione sequenziale al volante

Sospensioni: Indipendenti con schema push rod e montaggio inboard

Freni: dischi carboceramici autoventilanti da 398 mm di diametro con pinze a 6 pistoncini all’anteriore, dischi carboceramici autoventilanti da 360 mm di diametro con pinze a 4 pistoncini al posteriore

Cerchi: forgiati in alluminio da 20”a 7 o 10 razze con finitura a scelta del cliente

Pneumatici: Pirelli P Zero Corsa 255/35 ZR20 all’anteriore, Pirelli P Zero Corsa 335/30 ZR20 al posteriore


PRESTAZIONI


Potenza massima: 760 CV a 7500 giri/min

Coppia massima: e 750 N m di coppia a 5000 giri/min

Velocità massima: > 350 km/h

0-100 km/h: 3,7 s ca.



Alessandro Borla