Ares Design S1, il dio della guerra entra in scena



L'atelier modenese Ares Design presenta la S1 Project durante il Salon Privé a Blenheim Palace, nel Regno Unito, il 23 Settembre del 2019, precisando che è una vettura ad edizione limitata cui la produzione inizierà solo nel 2021 in 24 esemplari, per un prezzo base di 500.000 dollari.


L'obiettivo del marchio del dio della guerra, è quello di unire un look da hypercar a prestazioni e prezzi più accessibili( si fa per modo di dire), senza trascurare al contempo gli aspetti legati all'originalità e all'esclusività.


Design e prestazioni da vera Hypercar


La Ares non ha svelato la provenienza del telaio, ma ha disegnato intorno allo schema a motore centrale una carrozzeria particolarmente bassa e aggressiva.


I pannelli di fibra di carbonio sono stati definiti con l'analisi Cfd per ottimizzare l'aerodinamica, ma i valori di downforce non sono stati pubblicati .


L'ala posteriore è attiva, gli scarichi alti e il grande diffusore posteriore appositamente progettato per l'occasione, sormontato da un unico elemento a Led orizzontale sono i principali elementi distintivi della S1, così come il rapporto tra l'altezza dei passaruota, la dimensione dei cerchi e l'ingombro molto ridotto dell'abitacolo, posizionato piuttosto in avanti rispetto al centro del veicolo.



Biposto immersa nel lusso


Anche gli interni presentano caratteristiche tipiche di una concept car.


L'abitacolo è diviso in due parti dalla stretta console centrale, che ospita l'infotainment e i comandi della trasmissione. Inoltre, il guidatore può contare su una strumentazione mista analogica e digitale che ricorda quella della McLaren.


Al passeggero è infine riservato un display che integra le informazioni di viaggio, mentre le finiture in carbonio, alluminio, pelle Nappa e Alcantara creano un ambiente unico, lussuoso, e totalmente personalizzabile in base ai gusti di ogni facoltoso cliente.



L'aspirato da 715 CV


Il propulsore scelto è un otto cilindri aspirato con bancate a V dalla potenza pari a 715 Cavalli e una coppia massima di 969 Nm, capace di toccare gli 8.800 giri, a cui viene abbinato a un cambio automatico a otto marce.


Il propulsore, posizionato centralmente, è una unità di origine Vette denominata LT2.


L'otto cilindri è stato estensivamente elaborato proprio per aumentarne le prestazioni, senza però, ricorrere all'adozione di un compressore, dato che l'obiettivo di Dany Bahar, CEO dell'azienda modenese, è quello di avere un sound si ispira ai vecchi V10 di Formula 1, mentre la restante meccanica presente all'interno della supercar guerriera sfrutta come base la meccanica della americana Chevrolet Corvette C8.



Con queste credenziali, la S1 Project secondo i dati forniti dalla casa modenese corre da 0 a 100 km/h in 2,7 secondi.


Il pacchetto delle sospensioni è realizzato in alluminio forgiato a doppi bracci, e quest'ultime sono inoltre dotate degli ammortizzatori Magnetic Ride a controllo elettronico.


Versione Spyder


Ares Design presenta anche una versione barchetta della coupé S1 Project, essa condivide il design con la coupé fino al parabrezza; al suo posto troviamo due deflettori d'aria che secondo Ares formano per i due occupanti una sorta di "abitacolo virtuale".


Al di sopra dei sedili sono presenti le prese d'aria che, oltre a sostituire la grossa presa d'aria unica della versione coupé, fungono anche da roll bar per la sicurezza dei passeggeri.



Non mancano i dettagli in fibra di carbonio: spoiler anteriore, minigonne, deflettore e sfoghi dell'aria dei parafanghi, mentre al contrario il posteriore è parecchio pulito, con una sola striscia di LED ad assolvere il compito del gruppo ottico, ricordando molto la soluzione utilizzata sulla Bugatti Chiron.


Così come nella versione coupè, gli interni sono curati con una attenzione maniacale e dal design minimale, che viene impreziosito dalle finiture in pelle Nappa e Alcantara, riproposte anche nella versione "aperta".




Andrea Rasponi